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Ischia, il piano contro frane e alluvioni nasce dal lavoro condiviso tra ricerca e istituzioni

20/04/2026

Ischia, il piano contro frane e alluvioni nasce dal lavoro condiviso tra ricerca e istituzioni

La gestione del rischio idrogeologico a Ischia entra in una fase più matura e consapevole, fondata su un principio che troppo spesso resta sullo sfondo del dibattito pubblico: senza una base scientifica solida, nessun piano di intervento può davvero reggere alla prova del territorio. Il convegno ospitato il 16 aprile nell’Aula Magna della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha rimesso al centro proprio questo nodo, offrendo un quadro approfondito sul contributo fornito dalla comunità scientifica nella costruzione del Piano di interventi per la mitigazione del rischio alluvione e frana sull’isola, dopo il drammatico evento del 26 novembre 2022.

L’incontro ha avuto un valore che va oltre la dimensione accademica. Non si è trattato di una semplice restituzione di studi o analisi tecniche, ma di un momento di confronto nel quale ricerca applicata, pianificazione pubblica e responsabilità istituzionale si sono incrociate in modo diretto. Il piano predisposto per Ischia prende infatti forma da un lavoro complesso, sviluppato per conto del Commissariato di governo per l’emergenza Ischia da più atenei, tra cui l’Università del Sannio, l’Università della Calabria e la Federico II, coinvolta attraverso quattro dipartimenti diversi, dall’ingegneria civile all’agraria, fino alle scienze della terra e alle strutture per l’ingegneria e l’architettura.

La conoscenza scientifica come base per leggere il territorio

Il cuore del convegno ha riguardato le metodologie utilizzate per costruire il quadro conoscitivo che ha permesso di individuare con maggiore precisione le aree esposte al rischio. Attraverso il contributo dei diversi gruppi di ricerca è stato possibile riconoscere le zone vulnerabili sia rispetto ai fenomeni alluvionali sia rispetto alle frane da colata o ai crolli in roccia, elementi decisivi per impostare una strategia di mitigazione credibile e non soltanto teorica.

Questa capacità di leggere il territorio in profondità costituisce uno dei passaggi più rilevanti dell’intero percorso. Ischia, per la sua conformazione geomorfologica e per la pressione esercitata dal costruito e dalla presenza umana, richiede strumenti di analisi avanzati e una costante integrazione tra saperi differenti. Il valore del lavoro universitario è emerso proprio in questo: avere trasformato l’analisi specialistica in una base concreta per le decisioni operative.

Dal trasferimento delle competenze alla governance del rischio

Uno dei concetti più forti emersi durante i lavori è stato quello del knowledge transfer, cioè il trasferimento della conoscenza dal mondo della ricerca a quello della governance. È qui che il convegno ha trovato il suo punto più interessante, perché la scienza non è stata raccontata come un ambito separato, ma come una componente attiva nella costruzione delle politiche pubbliche.

Le due tavole rotonde che hanno seguito la presentazione dei risultati hanno rafforzato questa impostazione, chiamando al confronto rappresentanti delle istituzioni e delle principali autorità tecniche coinvolte nella difesa del suolo, nella protezione civile e nel governo del territorio. Tra gli interventi, quello del direttore generale di Arpa Campania Stefano Sorvino ha richiamato il lavoro svolto sull’isola nella fase successiva all’emergenza, con particolare attenzione alle attività di controllo e monitoraggio ambientale legate al dragaggio e allo smaltimento dei materiali di frana che ostruivano il porto di Casamicciola.

Da Napoli è arrivato dunque un messaggio preciso: il piano per Ischia non può essere letto come un documento isolato, ma come il risultato di una collaborazione strutturata tra università, commissariato, enti tecnici e istituzioni. Un lavoro che ha messo in luce quanto la prevenzione richieda metodo, continuità e una capacità di ascoltare il territorio con strumenti adeguati. In un contesto fragile come quello ischitano, questa alleanza tra sapere scientifico e decisione pubblica non rappresenta un valore aggiunto, ma una condizione indispensabile.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to