Un ex tecnico del Milan si scaglia contro Donnarumma. Noi gli chiediamo: come sta lo zio?

Un’occasione cosi’ ti capita raramente.
Ti ritrovi, con un po’ di fortuna e giocando un calcio francamente non condivisibile, sul due a zero al minuto cinquanta, con tanti interpreti che fanno fatica a meritarsi la sufficienza e un avversario che fino a quel momento non ti ha creato poi cosi’ tanti problemi.

Poi Ancelotti alza il baricentro e i centrocampisti azzurri in piu’ di un’occasione si ritrovano a battere in libertà dal limite palloni non particolarmente complicati. In uno fanno goal, in un altro (su assist di tacco di Musacchio) sfiorano il palo, su un altro fanno la barba a quello opposto. Ci si aspetta il patatrac da un momento all’altro e il patatrac arriva puntuale aiutato anche da un estremo difensore che passeggia nell’area piccola dopo aver fallito un paio di uscite e una elementare spinta con la gamba forte su una conclusione non proprio velenosissima.

Si poteva intervenire tatticamente? Si poteva essere piu’ coraggiosi nell’interpretazione della partita? Si poteva rischiare un qualche acquisto dei sette fatti in piu’ dall’inizio? Si poteva assistere con traiettorie mirate un attaccante che sembrerebbe in forma smagliante? Io non mi pronuncio in merito, penso che un mister di serie A non abbia bisogno dei miei consigli, ma uno cosa la voglio ribadire: un’occasione cosi’ non capita tutti i giorni a Napoli contro una squadra lontana parente di quella ammirata in questi ultimi due anni. Stop!

Lo ha scritto l’ex texnico delle giovanili del Milan Carlo Pogliani.

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