Milik: “Tutte bugie sui giornali, non mi hanno puntato una pistola alla testa. Su Instagram mi chiedevano…”

Milik

L’attaccante polacco del Napoli Arkadiusz Milik è stato ospite del portiere della Juventus Wojciech Szczesny e del ciclista Lukasz Wisniowski nel programma “Prosto w Szczene”. Milik ha parlato, tra le altre cose, della rapina di cui è stato vittima a Villaricca nelle scorse settimane, e sulle reazioni conseguenti.

Arkadiusz Milik ha smentito la voce secondo la quale abbia avuto una pistola puntata alla tempia durante la rapina, e Szczesny Wisniowski si sono chiesti quale sarebbe stato il comportamento migliore in una situazione del genere

È stato un po spiacevole, dopo la rapina ho ricevuto una decina di messaggi in cui mi chiedevano che ora fosse“, ha detto Milik. “Ognuno è saggio, poi improvvisamente vedi l’arma e non sai cosa fare. Abbiamo parlato con Arkadiusz di ciò che gli è successo recentemente vicino Napoli, lo ha commentato con noi” ha commentato Wojciech Szczesny.

“Ho giocato da ala esterna da quando avevo dodici anni fino a quando ne avevo diciassette. Ci ho giocato anche quando sono arrivato al Gornik Zabrze, ma poi l’allenatore dell’epoca mi spostò in avanti. Al primo allenamento mi capitò un uno-contro-uno contro Pazdan, mi distrusse. I calciatori della nazionale? In questo esercizio non sono il migliore, e nemmeno Lewandowski che preferisce dedicarsi al lavoro in area di rigore e al lavoro basato sulla forza. Dribbling? Forse Zielinski è tra i migliori, anche Grosicki se la cava grazie alla sua velocità”

  • Szczesny“Ho visto che ti hanno puntato una pistola alla tempia, o qualcosa del genere”
  • Milik“No, no, nessuno mi ha puntato una pistola alla testa”
  • Szczesny“Eppure è così che hanno descritto la cosa”
  • Wisniowski: “E’ stato descritto in modo tale che ti avessero puntato una pistola alla tempia”
  • Milik“No, non è andata così”

L’attaccante azzurro ha poi proseguito nella descrizione di ciò che è accaduto, affermando che era in macchina con i suoi familiari e che, anche se fosse stato da solo, avrebbe fatto lo stesso perchè è rimasto scosso e spaventato alla vista della pistola impugnata dal rapinatore:

“Napoli è una città normale, eppure fanno ‘attenzione’ agli orologi e ai gioielli. Per questo, forse, i napoletani non li mettono in mostra. In quell’occasione non mi aspettavo problemi, avevo l’orologio e poi non ero a Napoli bensì vicino la mia abitazione. Non me l’aspettavo, non essendo in città”

“Ho saputo che anche Marek ha vissuto per due volte una situazione simile. In un’occasione gli hanno restituito il maltolto, in un’altra occasione no. Insomma, aveva il 50% di chance (ride, ndr)”

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Articolista dal 2012 principalmente sul Napoli, specializzato nelle analisi tattiche e tecniche di giocatori e squadre in particolar mondo per quanto riguarda le statistiche calcistiche.