La legge NON è uguale per tutti, Ronaldo si prende gioco dell’Uefa così… NESSUNO DICE NIENTE!

La faccenda ha dell’incredibile, e sarebbe da farci una risata sopra se non apparisse assurda. E terribilmente fuori luogo, visto il momento estremamente delicato.
Cristiano Ronaldo, e insieme con lui il suo entourage familiare e lavorativo (che nel caso di Cristiano si mischiano), si è convinto che tutte le sfortune calcistiche in ambito europeo che gli sono capitate recentemente – ammesso che di sfortune si possa parlare – facciano parte di un disegno preciso.

Da fonti vicine al giocatore filtra la tesi in cui il mondo CR7 crede: ovvero che tutto inizi dal Real Madrid, e dalla volontà politica di Florentino di detronizzare l’importanza del portoghese dalle gerarchie internazionali. Per questo motivo, secondo quello che di cui ci si è convinti, il Real Madrid avrebbe fatto pressioni sull’Uefa affinché non fosse assegnato a Cristiano il premio come miglior giocatore della stagione. E’ assolutamente vero che l’aereo del portoghese fosse pronto a decollare per Montecarlo, quando fu presa la decisione di mollare tutti in asso e non partecipare alla cerimonia in segno di protesta.
Poche settimane dopo è arrivata l’espulsione indiscriminata a Valencia, e inutile aggiungere che Cristiano Ronaldo sia convinto che anche quella non fosse una casualità, ma rientrasse sempre nell’ambito della nuova politica Uefa influenzata dal Real Madrid.

E per questo motivo CR7 ha deciso di prendersi la sua rivincita politica: l’Uefa sta lanciando la nuova competizione per nazionali, la Nations League, con gran dispiego di pubblicità e eventi, grazie a un calendario fatto di partite di cartello? Bene, Cristiano per ritorsione verso quella che crede essere una congiura nei suoi confronti, ha deciso di boicottare la Nations League. Ovviamente informando la federazione portoghese e il ct, che mai si metterebbero contro l’alpha e omega dell’intero movimento calcistico portoghese, e devono assecondarne i voleri.

Cristiano Ronaldo non vuole contribuire con la sua presenza alla buona riuscita della Nations League, e ha scientemente deciso di privare la competizione di quella che senza dubbio sarebbe la stella più importante, visto che in questo caso non ci sarebbe un Messi verso cui rivolgersi in alternativa.

Siccome poi la vita prende pieghe particolari e imprevedibili, questo boicottaggio da parte di Cristiano Ronaldo della Nations League a ottobre 2018 è diventato anche un elemento utile al giocatore per avere il tempo necessario per dedicarsi alla strategia difensiva e di contrattacco alle accuse, ed evitare di esporsi in patria a ulteriori attenzioni mediatiche.
L’accusa di stupro a Cristiano dà comunque l’occasione per interrogarci, appassionati e addetti ai lavori.
Fino a che punto può arrivare il tifo calcistico? E’ così importante? Così importante da giustificare o accusare a prescindere, solo perché nello specifico caso si è juventini o anti-juventini?
Tutto ciò è aberrante. Ma se gli appassionati possono permettersi tale disinvoltura a cuor leggero, di certo però non possono permetterselo gli addetti ai lavori.
L’episodio è un fatto di cronaca, la giustizia farà il suo corso, sarà come sarà. Ai media spetta informare, in maniera sobria ma puntuale, senza paura e senza reticenza.
Che senso hanno i dibattiti pubblici medievali tra innocentisti e colpevolisti?
E che senso ha il silenzio mediatico altrettanto medievale in cui l’Italia era piombata per alcuni giorni, mentre all’estero era (e tuttora è) notizia in primo piano, prima che il discutibile tweet della Juventus sembrava quasi avesse dato finalmente il permesso di trattare la notizia?

Fortuna che c’è anche il campo. Dove invece l’Italia diversamente da Cristiano Ronaldo non può permettersi di relegare a ruolo di secondo piano la Nations League. Al di là dell’essere un vero e proprio trofeo, non può farlo proprio per quello che vuole Mancini: dare la priorità alle qualificazioni europee. Perché se dovessimo retrocedere in Lega B, allora sarebbero altissime le possibilità di non essere testa di serie ai sorteggi per la qualificazione. Per questo il ritorno con Polonia e Portogallo sono una sorta di turno preliminare per le qualificazioni: il nostro destino a Euro 2020 lo impostiamo in questo mese, abbiamo assoluta necessità di una vittoria nelle due partite.

Altrimenti rischiamo di fare la fine di Ventura. Nel senso di non qualificarsi, e non di andare al Chievo. A proposito, bella pensata da parte del presidente Campedelli: se qualcuno giocando contro il Chievo si fosse trovato con scarse motivazioni, adesso di colpo invece la partita contro gli ultimi ancora penalizzati ritrova tutto un altro significato. Sempre che Ventura arrivi: l’ex ct infatti ha chiesto due anni e mezzo di contratto, che pare una richiesta abnorme da fare a una squadra con molte possibilità di retrocedere.
Più che da allenatore, una richiesta da esattore delle tasse. Ma chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

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Amante del Napoli da sempre, con NapoliPage per raccontare la verità e sdoganare alcuni argomenti sul Napoli e sul calcio in generale