Zes unica, Jannotti Pecci: “Serve il cofinanziamento regionale del credito d’imposta”
25/01/2026
Il credito d’imposta previsto dalla Zes unica si conferma uno degli strumenti più attrattivi per gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno, con risultati che in Campania – e in particolare nella provincia di Napoli – hanno superato quelli di qualsiasi altra regione. Un dato che, secondo il presidente dell’Unione Industriali Napoli, Costanzo Jannotti Pecci, restituisce l’immagine di un territorio vitale, capace di trainare lo sviluppo dell’intera area meridionale, ma che oggi rischia di scontrarsi con un limite finanziario non secondario.
Le richieste di investimento presentate utilizzando l’incentivo fiscale hanno infatti superato la dotazione disponibile, rendendo impossibile garantire l’erogazione del beneficio nella misura del 100% per tutti i progetti ammessi. Una situazione che apre una questione di credibilità e continuità delle politiche di attrazione degli investimenti, soprattutto in una fase in cui la competitività territoriale si gioca anche sulla certezza delle regole e degli strumenti messi a disposizione delle imprese.
Risorse insufficienti e aspettative degli investitori
Il successo della Zes unica, osserva Jannotti Pecci, ha avuto come effetto collaterale l’insufficienza delle risorse stanziate. Un paradosso solo apparente, perché segnala una domanda di investimento superiore alle attese, ma che ora impone una risposta istituzionale adeguata. Da qui l’auspicio che la Regione possa intervenire con un cofinanziamento, utilizzando i fondi di coesione, per colmare il divario tra richieste e disponibilità effettive.
Il tema non è solo contabile. Per molte imprese, la decisione di investire è stata assunta sulla base di un quadro incentivante definito, che ora rischia di essere ridimensionato. Confermare integralmente il beneficio fiscale richiesto a suo tempo significherebbe, secondo il presidente degli industriali napoletani, tutelare una legittima aspettativa e rafforzare il rapporto di fiducia tra sistema produttivo e istituzioni.
Il confronto con la Regione e il precedente siciliano
Nel confronto avviato con la Regione, Jannotti Pecci riferisce di un’apertura da parte del presidente Vincenzo De Luca, che si è impegnato a verificare la praticabilità di un intervento di cofinanziamento. L’ipotesi non è priva di precedenti: la cosiddetta “SuperZes” siciliana viene indicata come esempio concreto di un’azione regionale capace di rafforzare un meccanismo nazionale, aumentando l’efficacia dell’incentivo.
In questa prospettiva, l’eventuale intervento della Campania avrebbe un duplice valore. Da un lato, consoliderebbe gli investimenti già programmati, evitando riduzioni o ripensamenti dovuti all’incertezza sull’entità del beneficio. Dall’altro, invierebbe un segnale chiaro a chi guarda al territorio come possibile sede di nuovi insediamenti produttivi, dimostrando l’esistenza di un impegno istituzionale coerente e multilivello.
Zes come leva strutturale per il Mezzogiorno
Il credito d’imposta Zes viene descritto non come una misura episodica, ma come una leva strutturale per il rafforzamento del tessuto produttivo meridionale. La concentrazione di richieste in Campania e nell’area napoletana indica, secondo Unione Industriali, una capacità di attrazione che merita di essere sostenuta nel tempo, evitando interruzioni o ridimensionamenti che potrebbero compromettere un percorso di crescita ancora in fase di consolidamento.
L’auspicio espresso da Jannotti Pecci si inserisce quindi in una riflessione più ampia sul ruolo delle politiche industriali territoriali: strumenti efficaci, risorse adeguate e cooperazione tra livelli istituzionali restano elementi decisivi per trasformare l’interesse degli investitori in sviluppo reale e duraturo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to