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Napoli, al via il progetto R.I.V.E. contro la violenza di genere

22/04/2026

Napoli, al via il progetto R.I.V.E. contro la violenza di genere

Un nuovo strumento di coordinamento tra istituzioni, servizi sociali, sanità, università e terzo settore per rafforzare la risposta contro la violenza maschile sulle donne: è stato presentato questa mattina a Palazzo Cavalcanti il progetto R.I.V.E. – Rete Interistituzionale contro la Violenza per l’Empowerment, iniziativa biennale finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Capofila è l’associazione Arcidonna Napoli APS, mentre il Comune di Napoli partecipa come partner con un ruolo di regia pubblica e raccordo operativo tra i diversi soggetti coinvolti.

Una rete stabile per superare gli interventi frammentati

Il progetto nasce con un obiettivo preciso: costruire un modello territoriale più efficace nella presa in carico delle donne che subiscono violenza, riducendo i tempi di risposta e mettendo in relazione competenze che troppo spesso operano su binari separati. La struttura di R.I.V.E. punta infatti a collegare in modo più stabile centri antiviolenza, servizi comunali, sistema sanitario, forze dell’ordine, università e realtà associative, così da offrire percorsi più chiari, accessibili e continui.

Nel corso dell’incontro di presentazione è stato sottolineato come una delle criticità principali, in questi casi, sia proprio la dispersione degli interventi. La donna che chiede aiuto si trova spesso a dover affrontare interlocutori diversi, passaggi complessi e tempi non sempre compatibili con l’urgenza della situazione. Il progetto intende intervenire su questo punto, proponendo una governance territoriale integrata capace di rendere più coerente l’intero sistema di assistenza.

Il ruolo del Comune e dei Centri Antiviolenza

Il Comune di Napoli metterà a disposizione le professionalità dei propri Centri Antiviolenza e dei servizi sociali, ma soprattutto svolgerà una funzione di coordinamento istituzionale. L’assessora Ferrante, a margine della presentazione, ha parlato di un passaggio decisivo nella costruzione di una rete territoriale più solida, in grado di garantire risposte tempestive e realmente integrate a ogni richiesta di aiuto.

La strategia delineata ruota attorno a un principio chiaro: nessuna donna deve sentirsi lasciata sola nel momento in cui decide di uscire da una condizione di violenza. Per questo il progetto non si limita al sostegno immediato, ma lavora anche sulla costruzione di percorsi di empowerment e autonomia, considerati indispensabili per accompagnare le vittime oltre la fase dell’emergenza.

Università, sanità e associazioni dentro un modello replicabile

Tra gli elementi più rilevanti dell’iniziativa c’è il coinvolgimento dell’Università Federico II e dei principali partner della rete, chiamati a contribuire non soltanto sul piano operativo, ma anche nella definizione di buone pratiche esportabili in altri contesti. L’idea è quella di costruire un metodo che possa diventare una buona pratica replicabile, sostenibile nel tempo e capace di consolidarsi anche oltre la durata formale del finanziamento.

Durante la presentazione sono stati illustrati anche i pilastri concreti del progetto: informazione, sensibilizzazione, miglioramento delle procedure di presa in carico, diffusione dei risultati e rafforzamento dei canali di raccordo tra i diversi attori della rete. Il Comune, in questo quadro, garantirà anche spazi e strumenti di comunicazione per sostenere la diffusione delle attività e favorire una maggiore consapevolezza pubblica sul tema.

Due anni di lavoro per rafforzare la risposta sul territorio

La durata biennale del progetto consentirà di verificare sul campo l’efficacia del modello costruito a Napoli. L’obiettivo non è aggiungere un tassello isolato, ma dare continuità a un sistema che metta al centro la tutela delle donne e la capacità delle istituzioni di agire insieme. In una città grande e complessa come Napoli, la tenuta della rete rappresenta infatti un passaggio decisivo per trasformare la protezione in un’azione concreta, capace di arrivare in tempi utili e con strumenti adeguati.

La presentazione a Palazzo Cavalcanti segna dunque l’avvio operativo di una iniziativa che punta a rafforzare la risposta pubblica e sociale contro la violenza di genere, facendo leva su collaborazione, tempestività e integrazione dei servizi. Il successo del progetto si misurerà nella capacità di rendere più semplice, rapido e sicuro il percorso di chi chiede aiuto, offrendo non solo protezione, ma reali possibilità di ripartenza.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.