Bacoli, Art Bonus e tutela del patrimonio: incontro pubblico al Fusaro
15/04/2026
Un’occasione di confronto aperto tra istituzioni, professionisti e territorio prende forma a Bacoli, dove mercoledì 22 aprile, negli spazi del Palazzo dell’Ostrichina all’interno del Parco Borbonico del Fusaro, sarà presentato un quadro aggiornato degli interventi sostenuti attraverso l’Art Bonus. L’appuntamento, fissato alle ore 17:00, mette al centro un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nelle politiche culturali: la possibilità di attivare risorse diffuse, coinvolgendo cittadini e imprese nella cura concreta del patrimonio.
La scelta del luogo non è casuale. Il Fusaro rappresenta uno dei nodi più rappresentativi del paesaggio flegreo, dove la stratificazione storica dialoga con un contesto ambientale complesso, rendendo ogni intervento una questione di equilibrio tra conservazione e valorizzazione. In questo scenario, l’iniziativa assume anche il valore di restituzione pubblica delle attività già avviate e di quelle in fase di sviluppo.
Art Bonus e partecipazione: come funziona lo strumento
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, e della soprintendente Paola Ricciardi, introducendo una riflessione più ampia sul ruolo delle amministrazioni nella gestione del patrimonio culturale. A seguire, Francesca Russo, responsabile della gestione Art Bonus per ALES S.p.A., entrerà nel merito dello strumento, illustrandone i meccanismi e le opportunità operative.
L’Art Bonus consente infatti a soggetti privati di sostenere interventi culturali attraverso erogazioni liberali, beneficiando di incentivi fiscali, ma soprattutto partecipando in modo diretto alla conservazione dei beni. Un modello che, quando funziona, crea un legame più stretto tra comunità e patrimonio, trasformando la tutela in un processo condiviso e non esclusivamente istituzionale.
Il contributo di Matteo De Lise, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, offrirà una lettura tecnica e fiscale dello strumento, mentre Roberto Laringe, alla guida di Federalberghi Campi Flegrei, porterà l’attenzione sul ruolo delle imprese turistiche, chiamate a confrontarsi con un’offerta culturale sempre più integrata con il territorio.
I progetti nei Campi Flegrei: tra tutela e valorizzazione
Il cuore dell’incontro sarà dedicato alla presentazione degli interventi seguiti dalla Soprintendenza, illustrati da Simona Formola, funzionario archeologo, con un focus su due contesti di particolare rilievo per l’area flegrea.
Il primo riguarda la villa marittima di Quinto Ortensio Ortalo, situata a Marina Grande, un complesso di età repubblicana che si distingue per la sua articolazione su terrazze affacciate sul mare, portici, ambienti termali e peschiere. Parte del sito si trova oggi in condizioni sommerse o parzialmente sommerse, elemento che rende l’intervento particolarmente delicato. Le attività previste mirano a proteggere le strutture, migliorare la leggibilità del sito e restituire valore a una testimonianza significativa del paesaggio antico.
Il secondo progetto si concentra sulla villa romana nello specchio acqueo del Lago Fusaro, un contesto archeologico che negli ultimi rilievi ha restituito evidenze strutturali complesse, tra murature in opera reticolata e ambienti rivestiti in cocciopesto. Si tratta di un sistema residenziale costiero articolato, oggi in parte sommerso, sul quale si interviene con l’obiettivo di consolidare le strutture, approfondire lo studio e garantire condizioni adeguate di conservazione, con particolare attenzione alle superfici musive.
Attraverso questi interventi emerge una linea operativa chiara: lavorare su siti che presentano criticità legate all’ambiente e alla loro posizione, senza rinunciare alla possibilità di renderli accessibili e comprensibili. Un equilibrio complesso, che richiede competenze tecniche e una visione di lungo periodo, sostenuta anche da strumenti capaci di coinvolgere attivamente il tessuto economico e sociale.
L’incontro, aperto al pubblico, rappresenta quindi un passaggio utile per comprendere non solo lo stato dei lavori, ma anche le modalità attraverso cui il patrimonio dei Campi Flegrei può continuare a essere tutelato e valorizzato nel tempo.
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