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ASL Napoli 3 Sud, prevenzione delle dipendenze: confronto sul progetto “Gioco in rete” con il Direttore Generale

06/02/2026

ASL Napoli 3 Sud, prevenzione delle dipendenze: confronto sul progetto “Gioco in rete” con il Direttore Generale

La prevenzione delle dipendenze e del gioco d’azzardo patologico tra i giovani torna al centro dell’attenzione dell’ASL Napoli 3 Sud. Nella giornata di ieri, 4 febbraio, presso la sede dell’azienda sanitaria, si è svolto un incontro tra i responsabili del progetto “Gioco in rete” e il Direttore Generale, dottor Giuseppe Russo, con l’obiettivo di condividere risultati raggiunti, strategie operative e prospettive di sviluppo di un’iniziativa che punta a rafforzare la cultura della prevenzione nelle scuole.

Il confronto ha rappresentato un momento di coordinamento istituzionale importante, non soltanto per consolidare il lavoro già avviato, ma anche per delineare un percorso strutturato capace di intercettare precocemente i comportamenti a rischio, in una fase delicata come quella adolescenziale.

Un format del Dipartimento Dipendenze dedicato al mondo scolastico

“Gioco in rete” nasce come progetto del Dipartimento Dipendenze dell’ASL Napoli 3 Sud, diretto dal dottor Francesco Ambrosino, ed è inserito nel Catalogo “Scuole che promuovono la salute”. L’iniziativa si configura come un intervento organizzato e continuativo di prevenzione, pensato per studenti e docenti delle scuole secondarie, con una particolare attenzione ai fenomeni emergenti legati alle dipendenze comportamentali.

Responsabili del progetto sono la dottoressa Valeria Rinaldini e la dottoressa Maria Di Tuoro del Ser.D. di Torre del Greco. L’attività si sviluppa attraverso una rete di collaborazione che coinvolge figure provenienti dal mondo sanitario, istituzionale e sociale. Tra i partecipanti figurano il presidente di Assoutenti, dottor Gabriele Melluso, e l’avvocato Melania Capasso, impegnati nell’area dedicata all’educazione finanziaria. Accanto a loro, anche due testimonial noti al pubblico, l’attore Ciro Giustiniani e il judoka Pino Maddaloni, chiamati a sostenere la diffusione di modelli di vita sani e alternativi alle logiche del gioco compulsivo.

Obiettivi: consapevolezza, responsabilità e accesso ai servizi

Il progetto punta a intervenire su più livelli, con un approccio che unisce informazione, formazione e coinvolgimento attivo degli studenti. Tra gli obiettivi principali rientrano la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo, la comprensione delle false credenze che alimentano le dipendenze e l’aumento della consapevolezza nei soggetti più vulnerabili.

Un aspetto centrale è la promozione dei Servizi per le Dipendenze come punti di riferimento per prevenzione, cura e riabilitazione, in un contesto in cui la richiesta di aiuto risulta ancora troppo bassa. Il progetto mira anche a rafforzare la sinergia tra scuola, azienda sanitaria, associazioni e istituzioni, costruendo un modello di prevenzione condiviso e continuativo.

I dati sul gioco d’azzardo: numeri che impongono attenzione

Durante l’incontro è stato richiamato un quadro nazionale che evidenzia la dimensione del fenomeno. In Italia si stima che circa 27 milioni di persone pratichino gioco d’azzardo. Tra queste, oltre 1,3 milioni presentano problematiche riconducibili a una dipendenza e meno del 10% si rivolge ai servizi sanitari dedicati.

Particolarmente delicato è il dato relativo ai più giovani: il 37% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni avrebbe avuto un contatto con il gioco d’azzardo, segnale che conferma la necessità di interventi precoci e mirati. Il progetto, infatti, include anche l’attenzione verso le cosiddette “new addictions”, come dipendenza da smartphone, social network, videogiochi e scommesse online.

Metodologie: questionari, laboratori e percorsi interattivi

Il programma prevede un insieme di attività strutturate, che comprendono momenti di formazione per i docenti e interventi diretti nelle classi. Tra le azioni previste rientrano la somministrazione di questionari agli studenti, la visione del video “Lucky – il caso non si può influenzare”, e focus group guidati da operatori sanitari per affrontare temi come percezione errata del caso, distorsioni cognitive e meccanismi della dipendenza.

Una parte significativa del percorso è affidata anche a laboratori creativi, in cui gli studenti possono realizzare spot, video e materiali multimediali, con eventi finali di restituzione e premiazione, pensati per trasformare l’informazione in esperienza concreta e partecipata.

Nel corso dell’incontro, il Direttore Generale Giuseppe Russo ha espresso apprezzamento per l’impostazione integrata del progetto, evidenziando l’importanza di investire nella prevenzione precoce e nella promozione della salute come strumenti fondamentali per tutelare il benessere delle nuove generazioni e contrastare le dipendenze in modo efficace.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.