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Schlein: “Impegno totale per fermare il memorandum Italia-Libia”

19/10/2025

Schlein: “Impegno totale per fermare il memorandum Italia-Libia”

Alla vigilia del voto alla Camera sulla mozione che chiede lo stop al memorandum Italia-Libia, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha ribadito con fermezza la posizione del suo partito e delle forze di opposizione che ne condividono la battaglia. Accanto a lei, in conferenza stampa, Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra) e Riccardo Magi (Più Europa), firmatari della mozione insieme a Italia Viva, hanno chiesto al Parlamento di assumersi la responsabilità di dire “basta” a un accordo che, secondo i promotori, ha prodotto anni di violazioni e abusi.

“Un patto con chi calpesta i diritti umani”

“Il nostro impegno sarà totale”, ha dichiarato Schlein, sottolineando come la Guardia costiera libica, partner operativo dell’Italia nel controllo dei flussi migratori, sia “pesantemente infiltrata da milizie che ogni giorno violano i diritti umani fondamentali”. Le sue parole hanno richiamato le numerose inchieste internazionali e le testimonianze di organizzazioni umanitarie che documentano abusi sistematici: torture, sequestri, stupri, vendita di persone nei centri di detenzione e perfino sparatorie contro le imbarcazioni dei migranti in mare aperto.

Secondo la leader dem, “continuare a collaborare con le autorità libiche equivale a essere complici di quelle atrocità”. Da qui la richiesta di un voto unitario in Aula per interrompere la cooperazione bilaterale, sottoscritta nel 2017 e prorogata negli anni senza un serio dibattito parlamentare.

“Il governo chiarisca sul torturatore rimpatriato”

Schlein ha poi accusato l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di aver “ignorato un mandato di arresto della Corte penale internazionale” autorizzando il rimpatrio, con un volo di Stato, di un torturatore libico ricercato per crimini contro l’umanità. “Questo governo – ha detto – ha violato la legge italiana e le convenzioni internazionali, consentendo a un criminale di tornare libero in Libia a continuare le sue violenze”.

La segretaria del Pd ha inoltre ricordato il caso della strage di Cutro, rimasto ancora senza risposte chiare, denunciando “una catena di mancate assunzioni di responsabilità e di silenzi che raccontano una politica dell’indifferenza”.

Domani la mozione approderà a Montecitorio, dove le opposizioni chiedono un segnale politico netto: “Abbiamo preparato un testo chiaro – ha spiegato Schlein – e chiediamo a tutte le forze di votare con coscienza. L’Italia non può continuare a finanziare chi spara sui migranti”.