Ruotolo (Pd): “Chi attacca Ranucci colpisce la libertà di stampa e la democrazia”
di Redazione
21/10/2025
La solidarietà a Sigfrido Ranucci, dopo l’attentato del 16 ottobre, arriva con parole nette e senza ambiguità da Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria del Partito Democratico ed europarlamentare. “Colpire un giornalista significa colpire la libertà di stampa, e quindi la democrazia”, afferma in una nota che accompagna la visita al conduttore di Report, simbolo del giornalismo investigativo italiano.
Ruotolo e una delegazione del Partito Democratico hanno incontrato il giornalista per esprimere la vicinanza del partito e di quella parte del Paese che riconosce nel diritto all’informazione libera uno dei pilastri fondamentali della convivenza civile.
L’allarme sulla libertà di stampa in Italia
Ruotolo richiama con forza i dati più recenti diffusi da Reporters sans frontières: l’Italia è scesa al 49º posto nella classifica mondiale della libertà di stampa, registrando 81 episodi di intimidazione dall’inizio del 2025, con un incremento del 76% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il numero dei giornalisti sotto scorta è salito da 22 a 26, un segnale preoccupante che descrive un clima ostile nei confronti di chi indaga e racconta.
“La libertà di stampa può essere soffocata in molti modi – denuncia Ruotolo – con le bombe e con le minacce, ma anche con le querele temerarie, con il controllo politico dell’informazione e con il silenzio di chi spia i giornalisti”.
Un riferimento diretto anche al caso dello spyware Paragon, il software di sorveglianza che avrebbe intercettato cronisti di Fanpage e Dagospia, episodio su cui ancora non è arrivata una risposta politica chiara.
“Basta delegittimare il giornalismo d’inchiesta”
L’ex cronista, oggi esponente del Pd, individua in una parte della classe politica – quella “che occupa la Rai e mina l’indipendenza dell’informazione” – la responsabilità di un clima di delegittimazione che isola i giornalisti più esposti.
“Quando si è isolati, si è più facilmente bersagli. La politica deve smetterla di colpire chi fa inchieste. Noi saremo con gli occhi aperti, accanto a Ranucci e a tutta la redazione di Report”, scrive Ruotolo, definendo il programma di Rai Tre “un presidio di giornalismo libero che arricchisce la nostra democrazia”.
Un messaggio che va oltre la contingenza dell’attentato: un appello alla responsabilità pubblica verso un mestiere che, per sua natura, vive di libertà e di rischio, ma che non può essere lasciato solo davanti alla violenza e alla pressione del potere.
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