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Napoli e Yerevan, un patto di amicizia che unisce storia, fede e futuro

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di Redazione

19/11/2025

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Napoli rafforza la propria presenza sullo scenario internazionale attraverso la firma di un patto di amicizia e collaborazione con Yerevan, capitale dell’Armenia. Un accordo che nasce da un legame antico e spirituale e che guarda al futuro con l’intento di promuovere scambi culturali, educativi e turistici tra le due città. A rappresentare l’Amministrazione comunale è stato Francesco Senese, Consigliere agli Affari Internazionali del Sindaco, che si è recato a Yerevan per consegnare ufficialmente il documento firmato dal primo cittadino di Napoli, accompagnato dal crest del Comune, emblema della storia e dell’identità partenopea.

Un legame che affonda nelle radici della tradizione cristiana

L’intesa tra Napoli e Yerevan trova una base simbolica e profonda nella figura di San Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa armena e ponte spirituale tra Oriente e Occidente. Le sue reliquie sono custodite nella chiesa di San Gregorio Armeno, nel cuore del centro storico di Napoli, una presenza che da secoli rappresenta un filo invisibile di devozione e di vicinanza tra i due popoli. Il nuovo patto riconosce questo legame come fondamento di un percorso comune di dialogo e cooperazione, nel segno della cultura, della pace e della solidarietà tra comunità con tradizioni diverse ma affini per sensibilità e spirito di accoglienza.

Cultura, turismo e diplomazia delle città

L’accordo si tradurrà in progetti concreti di collaborazione: scambi culturali e scolastici, attività artistiche condivise, programmi turistici e iniziative di valorizzazione reciproca. Napoli e Yerevan, due città dalla forte identità storica e dal patrimonio culturale millenario, puntano a costruire un ponte stabile di relazioni istituzionali e umane.
Un segnale concreto di questa nuova fase è rappresentato dall’attivazione del volo diretto Napoli–Yerevan, che faciliterà la mobilità tra i due territori e aprirà nuove prospettive per l’economia e il turismo. Con questo passo, Napoli conferma la propria vocazione mediterranea e internazionale, capace di intrecciare la sua storia con quella di popoli che condividono la stessa volontà di dialogo e cooperazione.

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