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Napoli capitale della vela: l’America’s Cup si presenta a Palazzo Reale

22/01/2026

Napoli capitale della vela: l’America’s Cup si presenta a Palazzo Reale

Nella grande sala del Palazzo Reale di Napoli l’America’s Cup ha scelto un avvio dal peso simbolico preciso: istituzioni, sponsor, vertici sportivi e team riuniti nello stesso luogo per mettere nero su bianco la “Road to Naples” e dare un volto alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup, che per la prima volta avrà l’Italia come teatro principale. Al centro della giornata, la presentazione ufficiale dell’America’s Cup Partnership (ACP), nuova architettura organizzativa che riunisce i team fondatori e punta a una governance condivisa dell’evento, con l’obiettivo dichiarato di rafforzarne la sostenibilità economica e la proiezione mediatica.

L’appuntamento napoletano ha offerto anche un dettaglio che vale più di molte dichiarazioni: le date del Match. Grant Dalton, CEO di Emirates Team New Zealand, ha indicato l’avvio con due regate inaugurali fissate per sabato 10 luglio 2027, con chiusura nel weekend del 17 e 18 luglio 2027. Un calendario che, da subito, consente a città e sistema organizzativo di ragionare su cantieri, logistica, accoglienza e dispositivo di sicurezza con un orizzonte definito.

La nuova Partnership e la conferma di Louis Vuitton

La costruzione dell’ACP è stata presentata come un cambio di passo: un modello più “neutrale” nella gestione e più attento ai diritti audiovisivi, alla distribuzione internazionale e alla capacità di attrarre investimenti. È in questo contesto che Louis Vuitton ha rinnovato il proprio ruolo di sponsor principale, con l’intervento del CEO Pietro Beccari a sancire una continuità che lega il brand alla storia recente della Coppa e, ora, alla sua edizione italiana.

Sul palco sono stati presentati i cinque team iscritti a competere per la Louis Vuitton 38ª America’s Cup: Emirates Team New Zealand (NZL), GB1 (GBR), Luna Rossa (ITA), Tudor Team Alinghi (SUI) e K-Challenge (FRA). Ognuno ha portato la propria lettura della sfida: Dalton ha parlato di “punto di svolta” per la competizione grazie alla Partnership; Sir Ben Ainslie, per GB1, ha insistito sulla crescita della fanbase e sull’attrattività commerciale; Alinghi ha rivendicato il proprio posto nella memoria emotiva dell’evento; la Francia, con K-Challenge, ha rivendicato una presenza strutturale nel futuro della Coppa.

Napoli 2027: istituzioni, città e ricadute attese

A Palazzo Reale erano presenti figure istituzionali che hanno sostenuto l’arrivo dell’evento in Italia: il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma. Abodi ha collegato la nascita dell’ACP a un percorso di modernizzazione e visibilità globale, rimarcando l’attenzione al modello organizzativo e ai diritti televisivi. Manfredi ha parlato di preparativi già in fase avanzata, con l’intenzione di usare la “Road to Naples 2027” come leva di promozione internazionale del Golfo e della città.

Mezzaroma ha spinto il ragionamento su un piano più ampio: America’s Cup come occasione di rigenerazione urbana e come vetrina per il Made in Italy, con la vela vista come sintesi di tecnologia, design, cantieristica, ricerca e sostenibilità. Una narrazione che, per Napoli, diventa anche un tema di legacy: infrastrutture, competenze, filiere e opportunità di lavoro qualificato, soprattutto per i giovani, legate a un evento capace di portare attenzione internazionale e investimenti.

Nel corso della cerimonia, un benvenuto culturale guidato da Ngāti Whātua Ōrākei, iwi māori di Auckland legata all’attuale Defender, ha inserito l’avvio dell’ACP in una dimensione rituale e identitaria, con la consegna dei pounamu taonga ai team fondatori: un passaggio che ricorda quanto, dietro la macchina industriale della Coppa, resti forte la componente simbolica della competizione più antica del mondo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to