Giorno della Memoria a Napoli, Manfredi: «Ricordare è l’antidoto contro il ripetersi di tragedie come la Shoah»
28/01/2026
Nei luoghi della città che conservano le tracce delle persecuzioni naziste, Napoli ha rinnovato il proprio impegno nel Giorno della Memoria. Questa mattina il sindaco Gaetano Manfredi, alla presenza del prefetto Michele di Bari e delle autorità civili e militari, ha deposto una corona di fiori nella strada di Borgo Orefici intitolata a Luciana Pacifici, simbolo di una vicenda che lega la storia locale a una tragedia universale.
Luciana Pacifici nacque a Napoli da una famiglia di ebrei toscani. Arrestata insieme ai genitori e ad altri familiari, trascorse gran parte della sua brevissima vita in un campo di concentramento a Bagni di Lucca. Non aveva ancora otto mesi quando morì durante il trasferimento verso Auschwitz. Un nome, il suo, che restituisce concretezza a una memoria spesso affidata ai grandi numeri, ricordando come la violenza della Shoah abbia colpito anche le vite più fragili.
I luoghi della memoria e il messaggio delle istituzioni
La commemorazione è proseguita in piazza Bovio, dove sono stati deposti altri fiori accanto alle pietre d’inciampo che riportano i nomi delle vittime della Shoah. Segni discreti ma incisivi, inseriti nel tessuto urbano per richiamare il passato nel quotidiano di chi attraversa la città.
Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato il valore civile del ricordo: «In questo momento storico, caratterizzato da tanti conflitti, la memoria di fatti terribili che hanno colpito l’umanità rappresenta un potente antidoto per evitare che simili tragedie possano ripetersi ed è, al tempo stesso, un monito affinché l’impegno civile aiuti a combattere ogni forma di discriminazione e di odio». Parole che legano il passato al presente, indicando nella memoria una responsabilità attiva, non un rito.
I giovani e la lettura di Primo Levi
A completare le iniziative, a 81 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau, la città ha ospitato “Restiamo umani”, una maratona di lettura integrale di Se questo è un uomo. Protagonisti gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di dieci istituti cittadini, coinvolti in un percorso di riflessione collettiva.
L’assessora all’Istruzione e alle Famiglie, Maura Striano, ha evidenziato il senso dell’iniziativa: il coinvolgimento del teatro NEST e del Mercadante ha dato voce ai ragazzi, offrendo loro uno spazio per interrogarsi sulla condizione umana. Richiamando le parole di Primo Levi, Striano ha ricordato come Auschwitz non sia solo un luogo della storia, ma il risultato di atteggiamenti che possono ripresentarsi nel tempo, se non contrastati da consapevolezza e umanità.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to