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Diritto allo studio: avviso sui permessi retribuiti “150 ore” per il 2026

15/01/2026

Diritto allo studio: avviso sui permessi retribuiti “150 ore” per il 2026

L’amministrazione ha pubblicato un avviso relativo alla concessione dei permessi retribuiti per l’esercizio del diritto allo studio, comunemente noti come “150 ore”, previsti dall’articolo 46 del CCNL 2016-2018 del Comparto Funzioni Centrali. L’iniziativa rientra nel quadro delle misure che consentono ai dipendenti di conciliare attività lavorativa e formazione, riconoscendo tempo retribuito per la frequenza dei corsi e per sostenere gli esami.

Un elemento da tenere presente riguarda la scansione temporale: l’avviso è indicato come “Anno 2025”, ma è finalizzato a individuare i dipendenti che potranno beneficiare dei permessi per l’anno 2026. In concreto, quindi, si tratta della procedura con cui si raccolgono le richieste e si definisce l’elenco dei possibili beneficiari per il prossimo anno solare.

Chi può presentare domanda: platea dei destinatari

L’avviso è rivolto al personale dipendente che rientra in specifiche condizioni contrattuali o di assegnazione. Possono accedere ai permessi per il diritto allo studio:

  • Dipendenti a tempo indeterminato, sia con rapporto a tempo pieno sia part-time. In caso di part-time, il monte ore concesso viene riproporzionato in base all’orario di lavoro.

  • Dipendenti a tempo determinato con contratto di durata non inferiore a sei mesi continuativi. Anche in questo caso, le ore vengono riconosciute in proporzione alla durata del contratto nel corso dell’anno solare di riferimento.

  • Personale in comando presso la Soprintendenza.

  • Personale in distacco presso la Soprintendenza.

L’obiettivo dichiarato è individuare, tra gli aventi diritto, chi potrà usufruire concretamente dei permessi nel 2026, nel rispetto delle regole contrattuali e degli eventuali limiti organizzativi previsti.

Riproporzionamenti e casi particolari: part-time e studente universitario “a tempo parziale”

L’avviso specifica con chiarezza che il diritto ai permessi non è “a taglia unica”: viene adattato alla situazione lavorativa e, in alcuni casi, anche allo status universitario.

Per chi lavora part-time, le ore disponibili vengono concesse in misura proporzionata rispetto all’orario settimanale o mensile. Il principio è semplice: il diritto resta pienamente riconosciuto, ma il monte ore viene rimodulato in modo coerente con la prestazione lavorativa.

Un’attenzione particolare riguarda i dipendenti iscritti a corsi universitari con status di studente a tempo parziale. In questo caso i permessi sono concessi in misura ridotta, secondo un criterio di proporzione tra la durata ordinaria del corso e quella prevista per lo studente part-time. È un passaggio importante, perché chiarisce fin da subito che l’agevolazione segue la struttura effettiva del percorso formativo dichiarato.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to