Beni confiscati, a Casa G.L.O. un incontro sulle buone pratiche di riuso sociale
23/03/2026
Un momento di confronto dedicato al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata si svolgerà martedì 24 marzo alle ore 10.00 presso Casa G.L.O., in via Petrarca 50. L’iniziativa, promossa dalla cooperativa “L’Orsa Maggiore” in collaborazione con il Comune, si inserisce nel percorso di valorizzazione dei beni sottratti alle organizzazioni criminali, con l’obiettivo di restituirli alla collettività attraverso progetti concreti.
L’incontro rappresenta un’occasione per riflettere sul significato di questi spazi, che da simboli di illegalità possono trasformarsi in luoghi di partecipazione, inclusione e sviluppo sociale. La scelta di Casa G.L.O. come sede dell’evento sottolinea il valore di esperienze già attive sul territorio, in cui il riuso diventa uno strumento per costruire nuove opportunità.
Condivisione di esperienze e ruolo delle istituzioni
Nel corso della mattinata saranno presentate alcune buone pratiche maturate nel campo del riutilizzo sociale dei beni confiscati, con l’intento di favorire lo scambio di esperienze tra operatori, istituzioni e realtà associative. Interverranno l’assessora alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali Chiara Marciani e l’assessore alla Legalità e alla Polizia Municipale, con delega ai beni confiscati, Antonio De Iesu.
Il confronto tra i diversi soggetti coinvolti consente di mettere in evidenza le potenzialità di questi interventi, ma anche le criticità legate alla gestione e alla sostenibilità dei progetti. Il contributo delle istituzioni risulta determinante per garantire continuità e supporto alle iniziative, creando le condizioni per un utilizzo efficace e duraturo dei beni.
Dal contrasto alla criminalità alla costruzione di valore sociale
Il riuso sociale dei beni confiscati rappresenta una delle espressioni più concrete della lotta alla criminalità organizzata, trasformando un atto di contrasto in un’opportunità di crescita per la comunità. Attraverso attività sociali, culturali e lavorative, questi spazi diventano punti di riferimento per il territorio, contribuendo a rafforzare il tessuto sociale.
L’iniziativa si propone di consolidare questa visione, mettendo al centro la capacità di generare valore condiviso e di promuovere percorsi di legalità. Il recupero dei beni confiscati non si esaurisce nella loro restituzione formale, ma richiede un impegno continuo per renderli luoghi vivi, aperti e capaci di rispondere ai bisogni delle persone.