Un napoletano a Napoli si autodistrugge: caro Insigne, meglio lasciarsi che tormentarsi!

insigne

Senza pace. Dice bene la Gazzetta sul caso Insigne. Forse la verità è che un napoletano a Napoli sarà sempre nemo propheta in patria. Il primo maggio sembrava aver sancito il definitivo chiarimento fra Insigne, Ancelotti e il club, dopo le incomprensioni culminate in quella sostituzione non accettata contro l’Arsenal, lo scorso 18 aprile. Era trapelata la voglia di andare avanti insieme e anche di prolungare il contratto di un anno che lega il capitano al club azzurro.

Lo stesso giocatore dopo la partita vinta contro il Cagliari aveva voluto sottolineare quel nuovo accordo che era pronto a firmare. Poi, questa settimana, ecco l’intervento del presidente Aurelio De Laurentiis, che ha tenuto a precisare che eventualmente si prolungherà il contratto senza ritocchi economici, sottolineando: “Più volte Lorenzo in passato mi ha chiesto di andare via perché non si sentiva amato. Se ricapitasse non posso trattenerlo suo malgrado”. Frasi che riaprono possibili scenari di mercato.

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