Un decano del giornalismo lancia l’allarme: il Napoli tornerà a essere una piccola del calcio italiano?

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Contro il Milan due volte a San Siro nel giro di tre giorni, campionato stasera e Coppa martedì. Milan euforico per l’arrivo di Piatek (in panchina stasera), Napoli senza Allan. La brutta sensazione è che l’affare si concluda in estate con la “promessa” che anche Koulibaly, ma a giugno, raggiunga Parigi.

Un affare che diventerà un affarone da duecento milioni. Intanto, preme questo primo Milan-Napoli di campionato. I rossoneri hanno appena conquistato il quarto posto Champions (+1 sulla Roma, +2 sulla Lazio, +3 sulla Sampdoria); il Napoli saldamente al secondo (+7 sull’Inter). Il Milan potrebbe avere uno stimolo superiore. La qualificazione Champions è l’obiettivo dichiarato per non concludere un’altra stagione in rosso. Per il Napoli vale più la partita di Coppa Italia che garantisce il passaggio alle semifinali (contro la vincente di Inter-Lazio). Ma stasera giocherà la migliore formazione, in dubbio ancora Hamsik. L’impressione è che Ancelotti schiererà martedì in Coppa una squadra più spregiudicata (partita secca per il passaggio del turno). Il Milan è squadra bene organizzata, con un buon possesso-palla, forse lento e prevedibile nelle finalizzazioni verso Suso, il maggior talento nella fase offensiva. Partito Higuain, c’è Cutrone al centro dell’attacco, ventunenne di robusta costituzione, un po’ Pippo Inzaghi negli spunti sotto rete. Il centrocampo solido ruota attorno alla possanza di Bakayoko. La difesa ha incassato appena due gol più di quella napoletana, cinque volte imbattuta in venti partite.

Donnarumma, lo stabiese di 19 anni, e Meret il friulano di 21, portieri di spicco (1,96 il primo, 1,90 il secondo), propongono un interessante confronto a distanza, numero 1 e numero 2 in nazionale. L’anno scorso, nella rincorsa del Napoli alla Juventus, Donnarumma deviò il tiro mancino di Milik da sei metri e fu il protagonista finale dello 0-0 a San Siro. Milik, otto gol nelle ultime otto partite, tornerà alla carica. Il centrocampo azzurro perde molto senza il suo guerriero.

Contro il Milan, Ancelotti ripropone la linea mediana di domenica scorsa contro la Lazio. Sei giorni fa, il partitone di Fabian Ruiz a tutto campo, con Diawara avvantaggiato in copertura, fece dimenticare l’assenza di Allan (squalificato). Il dinamismo dello spagnolo incenerì il centrocampo laziale. A San Siro ci vorrà una partecipazione più incisiva di Zelinski (due gol all’andata nella rimonta contro i rossoneri al San Paolo) per dominare nella zona centrale dove il Napoli (4-4-2) potrebbe contare sulla superiorità numerica contro la squadra di Gattuso (4-3-3). Dettaglio curioso. Se gioca Ghoulam a sinistra, il Napoli avrà un terzino di spinta sulla fascia di Suso e Calabria, dove il Milan insiste maggiormente, e un terzino maggiormente difensivo (Hysaj) sul lato di Calhanoglu che avrà compiti anche difensivi per dare una mano al centrocampo a tre di Gattuso. Rientra Insigne, partner di Milik, in panchina Mertens. Ancelotti sta gestendo con saggezza e abilità la rotazione dell’intera “rosa”. Il gruppo è compatto, non ci sono scontenti, anche se Mertens (in grande ripresa) soffre la “retrocessione” da titolarissimo a uno vale uno. Mancano i gol di Insigne, assente nel tabellino dei marcatori dal rigore al Psg, poi dieci partite a secco. Il Napoli è leggermente favorito, in gran vantaggio per i bookmaker (1,98 gli azzurri, 3,70 i rossoneri). L’arma vincente del Napoli sarà la velocità contro il gioco più “masticato” dei milanisti. La maggiore verticalizzazione del Napoli di Ancelotti, rispetto a quello di Sarri, è la novità di questa stagione. Il campionato non è chiuso, dicono gli azzurri. Ma stasera dovranno portar via i tre punti da San Siro in attesa di Lazio-Juventus di domani sera.

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