Sacchi difende Sarri ma attacca la società: “Il gioco è perfetto, ma la società non può pensare di…”

Sacchi

Arrigo Sacchi, in una lunga intervista a Repubblica ha parlato dell’attuale situazione di Roma, Juventus e Napoli, queste le sue parole:

“La Juventus ha un grandissimo allenatore tradizionale. Che sviluppa in modo elevato l’ortodossia del calcio italiano. E lo dice chiaro. È un vincitore a cui non interessa essere protagonista. La Juve è la più forte della serie A, ha i calciatori più forti ma non sempre li alimenta. A me piace chi è disposto a rischiare: è nel rischio l’inizio dell’avventura. Churchill diceva che cambiare non equivale a migliorare, ma per migliorare serve cambiare».

Ma è l’unica italiana arrivata in fondo negli ultimi anni. “È andata in finale tante volte, ne ha vinte due. Ma non sempre mi ha convinto. È il club più competente e organizzato del mondo, con il Real. Mi piacerebbe uscisse dall’idea settantennale del nostro Paese: ne ha i mezzi”.

Alle italiane manca un pezzo: “Mi è dispiaciuto per il Napoli. È squadra internazionale, ma ha il limite di voler spendere molto poco. Le idee contano più dei soldi, ma così è difficile: la Champions è terribile, contro il City consumi un 25% in più di quanto consumi nelle partite italiane”.

Ora a Sarri resta l’Europa League. Può vincerla? “Il Napoli ha speso tanto mentalmente, giocando a livelli a cui non è abituato. In più ha avuto sfortuna. Con gli infortuni e a pescare il Lipsia, che gioca a ritmi vertiginosi, praticando un calcio totale, con intensità, ma commettendo qualche errore difensivo. Solo in Italia giochiamo un calcio costipato”.

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Articolista dal 2012 principalmente sul Napoli, specializzato nelle analisi tattiche e tecniche di giocatori e squadre in particolar mondo per quanto riguarda le statistiche calcistiche.