Napoli poco bello, ma cinico: ecco una lettura assennata della partita di ieri

L’attenzione diventa quasi più importante della bellezza e in certi casi la tattica è strategia migliore dello spettacolo a tutti i costi, scrive Monica Scozzafava sul Corriere del Mezzogiorno elogiando la praticità di un Napoli non esaltante ma che è concentrato sul vincere la partita:

“Le partite si possono, e in certi casi, si devono vincere così. Mancano quindici minuti alla fine del primo tempo di Napoli-Milan e la partita fino a quel momento non verrà certo ricordata per il bel gioco offerto dagli uomini di Sarri.

Gli azzurri sono diventati grigi (il colore della nuova maglia), la prestazione è sottoritmo contro avversari di qualità nettamente inferiore che sono però arrivati al San Paolo compatti e ben messi in campo: solidità difensiva, fisicità sulla mediana e temperamento. La squadra di Sarri è contratta, guardinga quasi. Decide di non andare a pressare gli avversari, evita rischi. Ed è una condizione più mentale che fisica.

Se la spiegazione che viene più facile è la stanchezza, il calo di forma, il continuo girovagare dei nazionali, c’è una chiave di lettura diversa che attiene piuttosto alla prudenza. Il Napoli vuole mantenere il primato, anche a discapito del gioco.

Il Napoli è più pratico, meno scintillante. Conquista quel cinismo sottile che nel secondo tempo si traduce nel gol del raddoppio di Zielinski (anche questo decretato dal Var) entrato da una manciata di secondi al posto di Hamsik.

Due a zero nel momento forse migliore degli avversari, quando a Koulibaly venivano chiesti gli straordinari e Reina non poteva distrarsi un solo secondo. Si dirà che l’alta classifica mette pressione e toglie leggerezza e brillantezza, ma la vittoria di ieri sera vale molto più del bel gioco”. Questa è l’analisi post gara dei colleghi del Corriere del Mezzogiorno. 

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