Napoli-Juventus, i quotidiani bocciano Sarri

Sarri

SarriSi è conclusa con la vittoria per 0-1 degli ospiti, il big match del San Paolo tra Napoli e Juventus, una gara che ha visto i padroni di casa dominare attimi di gara ma sopraffatti dalla tensione e in alcuni casi troppo impacciati, di fronte ai bianconeri convinti e chiusi così da non concedere spazio al calcio champagne partenopeo.

Eppure tra prestazioni più o meno buone dei giocatori chi sembrerebbe non aver superato la prova è il tecnico toscano Maurizio Sarri, almeno secondo il giudizio dei quotidiani che la pensano così:

Corriere dello Sport: 5 “S’accorge che la Juventus ha ostruito ogni angolo di passaggio: rimpiange gli allunghi e le iniziative di Ghoulam, ma anche la possibilità di avere Milik, per poterla giocare diversamente. C’è poco movimento senza palla dei centrocampisti e un accenno di stanchezza che svanisce nella ripresa (giocata meglio).”

Gazzetta dello Sport: 5 “La pecca del suo Napoli torna a galla in partite così: se il piano-gara prediletto non funziona perché davanti hai la Juventus che non dà profondità, non c’è modo di cambiare. Una botta che fa male.”

Il Mattino: 5 “Nessuna idea tattica contro il catenaccio, La densità con cui Allegri riempe la mediana è l’arma con cui Sarri viene sabotato e il suo gioco disinnescato. Senza spazi, difficile far girare la palla a centrocampo come piace al Napoli.

In questa maniera le linee di passaggio sono ridotte a poche corsie essenziali, costringendo spesso gli azzurri alla giocata all’indietro. In fase difensiva la Juventus si schiera con un 4-4-1-1, una specie di catenaccio, in quella offensiva il tridente mobile.

La Juve è difesa e contropiede, lo si sa dai tempi biblici. Il Napoli fa il timido, contro i bianconeri ci sono evidenti difficoltà. Eppure non ci sono mai variazioni tattiche sostanziali  ed è quindi semplice per la Juve gestire gli affondi. In ogni caso, non basta uno scivolone a riscrivere le gerarchie.”

Tuttosport: 5 “Oltre al proverbiale bel calcio, questa volta al suo Napoli sono mancati anche piglio e lucidità. Del resto già a Udine era arrivata una vittoria per 1-0 senza aver convinto più di tanto, anzi.”

QS: 5 “Allegri gli dà una lezione d’astuzia e tattica. Lui non cambia mai nulla e pare il toro che incorna il portone d’acciaio. L’inspiegabile cocciutaggine con il quale non fa turn over in attacco gli sta presentando il conto.”

Bisogna pur dare la colpa a qualcuno, perché se si abitua alla vittoria una sconfitta è un clamoroso disastro e, stavolta,  il capro espiatorio ha il nome di Maurizio Sarri, accantonando, fino a notizie più allettanti, il lavoro svolto finora.

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