Milik sembra più scarso del peggior Petagna, ma i tifosi ora hanno un compito

insigne-milik

Tre occasioni che si saranno riproposte come un Poltergeist nella notte di Arek Milik, un climax discendente che non ha nulla di poetico. Uno spirito rumoroso che ti sussurra nell’orecchio, che ruba la tua serenità e scopre a ciclo continuo il sipario sulla tua gara da incubo. Il polacco ha il merito di esserci, di fare i movimenti giusti ma implode quando c’è da compiere l’ultimo passo, quello in apparenza più semplice. Quegli occhi chiusi sull’ultima clamorosa occasione che gli capita sulla zucca, raccontano di una paura che lo avvolge, di una trappola mentale che lo risucchia ogni volta che prova a liberarsene. Troppo brutto per essere giudicabile sul piano tecnico, sul piano psicologico c’è una fragilità che ora è il punto interrogativo più grande sul suo domani.

Quattro punti in classifica e zero reti subite in due gare. Bisogna trovare la forza di inseguire il ‘lato positivo’ dopo una serata più sventurata di un personaggio del Decamerone. Il primato del girone e quelle statistiche restano dato oggettivo che è ora tettoia sotto cui riposarsi quando cascano critiche con gocce che rischiano di trasformarsi in chicchi di grandine. L’equilibrio non appartiene a questo popolo. È il nostro pregio, è la nostra condanna. Siamo semplicemente noi all’apice del nostro masochismo.

CONDIVIDI
Amante del Napoli da sempre, con NapoliPage per raccontare la verità e sdoganare alcuni argomenti sul Napoli e sul calcio in generale