Marek Hamsik è storia partenopea, dal timido giovane al Re di Napoli

Arrivò ai piedi del Vesuvio un lontano 28 giugno di dieci anni fa, realizzò la sua prima rete con la casacca azzurra il 15 agosto 2007 in occasione del primo turno di Coppa Italia, e il 16 settembre dello stesso anno andò a segno per la prima volta in campionato, più tardi diventò capitano di questa squadra e, ancora oggi indossa con onore e orgoglio quella fascia come fosse la prima volta: lui è Marek Hamsik e questa sera ha fatto il suo ingresso nella storia del Napoli, sedendosi al prestigioso fianco di Diego Armando Maradona.

Dopo 827 minuti senza gol, la rete realizzata allo Stadio Olimpico di Torino è valsa al centrocampista slovacco il posto in testa alla classifica dei marcatori all-time del Napoli. Gli è bastata mezz’ora nella trasferta contro i granata per rompere il ghiaccio ed uscire a titolo definitivo dal tunnel delle polemiche e dello scetticismo, mettendo a tacere tutti quelli che lo definivano “teso e ansioso” per via del record che, per un ragazzo come lui, non poteva che essere motivo d’orgoglio.

Vittima di un periodo più no che si, Hamsik non segnava dal primo ottobre nella gara contro il Cagliari, ma già da diverse settimane il ragazzo era alla ricerca del gol della smentita, della rete che gli consegnasse a tutti gli effetti la corona di quel regno che ormai da anni governa, proprio lì nel mezzo e, su assist di Mertens non si è fatto pregare e con un piattone di destro ha messo alle spalle di Sirigu e regalando al suo popolo e a se stesso una serata indimenticabile.

115 reti in 476 presenze da centrocampista contro le 115 realizzate dal Pibe de Oro in 259, primo posto e leggenda confermata di una città che ama e difende a colpi di cresta da tempo ormai, una città alla quale ha giurato fedeltà continuando a sceglierla nonostante tutti lo volessero, nonostante le grandi occasioni che più volte gli sono state offerte, una città che per questo lo ama e continua a sceglierlo.

Da Marekiaro, quel ragazzino arrivato in punta di piedi, al leone che in questi anni abbiamo visto in campo, per finire a identificarsi come Core ‘e Napule, riuscendo a conquistare tutti, sebbene qualche momento nero. Così lo slovacco è riuscito in un’impresa in cui nessuno avrebbe scommesso al suo arrivo e, in undici stagioni nella città partenopea, ha superato Attila Sallustro che con i suoi 108 gol occupa il gradino più basso del podio, e il Matador Cavani con 104 reti in 3 stagioni.

Sebbene dicesse di non dare troppo preso alla faccenda, Hamsik ha deciso di chiudere in bellezza un anno che lo ha visto protagonista a 360 gradi, dalla grandiosa annata disputata la scorsa stagione, al periodo no vissuto da agosto ad oggi, segnando la rete che gli ha permesso di prendersi la scena e fare la storia con quella mano sempre poggiata sul cuore, appena su la casacca azzurra nel segno di un’indistruttibile complicità con questa città che si è stretta intorno al suo Capitano.

Questo però non è un punto d’arrivo, è il traguardo per un altro importante capitolo da scrivere.

 

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