La corsa finale ai crediti ECM e le nuove regole sulla responsabilità professionale
di Redazione
21/06/2025
Il 31 dicembre 2025 è una data cruciale per migliaia di professionisti sanitari in Italia. Entro quel giorno, infatti, devono completare i 150 crediti ECM (Educazione Continua in Medicina) relativi al triennio formativo 2023-2025.
Ma di cosa si tratta?
Qualcuno tra i lettori starà sicuramente pensando che si tratti semplicemente dell’ennesimo adempimento burocratico della storia italiana, di quelli che paiono implementati unicamente per impazzire i cittadini, se non per far cassa.
Ma per una volta, le cose non stanno così, anzi, si tratta di un requisito che per la prima volta si lega in maniera diretta e stringente alla copertura assicurativa professionale, modificando profondamente il quadro della responsabilità medica. A favore del malato. Vediamo meglio di cosa si tratta nel corso dell’articolo.
La Legge Gelli-Bianco e il collegamento con la formazione
La Legge Gelli-Bianco, introdotta nel 2017, ha ridefinito il panorama della responsabilità professionale in ambito sanitario, creando un legame esplicito tra la formazione continua e la tutela assicurativa. Dal 1° gennaio 2026, chi non avrà raggiunto almeno il 70% dei crediti ECM obbligatori per il triennio in corso rischia concretamente di perdere la copertura assicurativa professionale. Questa disposizione segna un punto di svolta: la formazione non è più solo un dovere deontologico, diventa un prerequisito per mantenere la protezione legale in caso di contenzioso. È anche per questo motivo che negli ultimi anni si sono diffuse modalità più flessibili di aggiornamento, grazie a strumenti digitali sempre più innovativi ed efficienti applicati alla formazione a distanza (FAD), che comprende anche i corsi basati sulla lettura di ebook proposti da questa piattaforma per la formazione a distanza ECM.I rischi dell'inadempimento e la doppia protezione
La mancata regolarizzazione dell'obbligo ECM comporta conseguenze che vanno ben oltre le sanzioni disciplinari tradizionali. I professionisti sanitari si troveranno a fronteggiare contenziosi senza la certezza della copertura assicurativa, un rischio che può compromettere sia la carriera sia il patrimonio personale. Le implicazioni pratiche di questo scenario sono significative. Un medico, un infermiere o qualsiasi altro professionista sanitario che dovesse affrontare una causa per responsabilità professionale senza un'adeguata copertura assicurativa si troverebbe completamente esposto economicamente. La responsabilità professionale medica, infatti, comporta l'obbligo di rispondere per eventuali danni causati al paziente a causa di errori, omissioni o condotte non conformi ai protocolli e alle migliori pratiche mediche. Il sistema che lega ECM e responsabilità professionale è concepito per offrire una protezione duplice. Da un lato, garantisce ai pazienti che gli operatori sanitari mantengano le proprie competenze aggiornate su nuove terapie, tecnologie e protocolli, riducendo il rischio clinico e migliorando la qualità complessiva dell'assistenza. Dall'altro lato, offre ai professionisti gli strumenti necessari per difendersi efficacemente in caso di contenzioso, dimostrando di aver agito con la diligenza e le conoscenze richieste. La formazione continua non è più considerata un mero dovere, ma un investimento strategico nella qualità professionale. È il modo più diretto per costruire un rapporto di fiducia con i pazienti, ridurre gli errori clinici e assicurare diagnosi e cure basate sulle evidenze scientifiche più recenti.Strumenti di tutela e la corsa contro il tempo
La Legge Gelli-Bianco ha introdotto un sistema articolato di protezioni che include:- l'obbligo di copertura assicurativa per tutte le strutture sanitarie, comprese le prestazioni in regime di libera professione e telemedicina;
- l'assicurazione obbligatoria per i medici liberi professionisti;
- l'azione diretta contro l'assicurazione per i pazienti danneggiati;
- un Fondo di garanzia per i casi di copertura insufficiente o inesistente.
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