“Il problema non sono le prestazioni ma quella faccia svogliata”, un azzurro soffre tanto…

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Preoccupa l’atteggiamento onestamente. Al di là del gioco l’atteggiamento è preoccupante. Tre mesi. Dal 4 novembre Insigne ha un rapporto complicato con il gol, conflittuale al punto di perdere anche i più banali riferimenti. Come uno studente che si ripromette di aprire i libri, per poi rimandare sistematicamente. Come quello studente a venir meno è la voglia, l’ardore, la curiosità di fare un passo in più per capire, conoscere.

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Investigare nuove strade del proprio gioco, senza ripetere in maniera svogliata la solita cantilena che non sta portando risultati. Il reale problema, però, è quella faccia. L’espressione su quella faccia, che racconta di un momento complicato. La cattiveria che manca nelle giocate, un appiattimento che non è accettabile da chi sembrava voler diventare il leader di questo gruppo.

Non è più quel tempo Lorenzo, il tempo delle scuse, degli alibi, delle giustificazioni. Ora è il tempo di mettere sul tavolo tutto quello che si ha dentro, di scoprire le carte. E capire chi ha la mano migliore.

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