I top e i flop di Marsiglia-Napoli, occhio al ragazzino…

Dopo due amichevoli la sentenza è arrivata, Elmas è un fenomeno ed è stato individuato in Arkadiusz Milik il punto debole del Napoli.

Calma.

Il ragazzino di Skopje c’è e si vede, necessiterà di tempo, minuti e crescita tattica, ma c’è.
I campi turchi non sono per tutti, il classe ‘99 li ha affrontati e ne ha retto l’impatto, tutto lascia presagire futuro importante a patto che si abbia pazienza. I novanta di Marsiglia lasciano sapore dolce ma non sentenze definitive.

Arek è pesante, normale che in questi giorni fatichi e fatichi parecchio.

Ma non è il punto.

Diciamo che per caratteristiche il Polacco non è il mio centravanti ideale, sostenendolo alla morte, l’ho sempre detto.

Amo centravanti o particolarmente fisici, di quelli che aprono spazi o zigomi o che abbiano qualità di palleggio, capacità importanti di dialogare nello stretto e tecnica superiore.

Per intenderci Boninsegna o Romario, il mio preferito in assoluto il brasiliano di Rio de Janeiro.

Arek evidentemente ha caratteristiche diverse, importanti ma diverse, e personalmente credo che per come sia strutturato il Napoli occorra un attaccante che viva prevalentemente negli ultimi sedici metri con gamba necessaria per attaccare gli spazi.

Ed allora mi chiedo perché, necessariamente, il Napoli debba pensare di prendere una punta e contestualmente di cedere il Polacco, quando sarebbe opportuno semplicemente integrare la rosa con un altro attaccante che possa garantire altre giocate e sana concorrenza.

Considerare Arek un problema credo sia ingeneroso e soprattutto lontano dalla realtà.

La pagina La Napoli Bene.

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