Hamsik a Sky: “E’ stato un anno meraviglioso, ora dobbiamo raccogliere. Che emozione ascoltare…”

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Il capitano del Napoli Marek Hamsik ha rilasciato una lunga intervista all’emittente satellitare “Sky”. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Dopo la rete contro la Samp, i tifosi ti hanno dedicato il coro che era di Diego. Che emozione è stata?

“In campo non ho subito realizzato, l’impegno della gara non ti consente cali di concentrazione. Dopo riascoltare quel coro, è stato per me un qualcosa di molto bello e a dir poco emozionante”.

Cosa vuol dire per te questo record?

“E’ bello essere il bomber di un club. Sono contento di esserci riuscito con il Napoli, la squadra per la quale ho dedicato parte della mia carriera”.

Come ti farai perdonare da Maradona?

“Mi ha mandato un messaggio, ho già un’idea di come dover ricambiare ma non la svelo”.

Il gol più bello?

“Forse quello con il Milan, quando feci 70 metri con il pallone tra i piedi ma anche il primo in Serie A contro la Samp fu molto bello”.

Il Napoli ha qualcosa in più delle altre?

“Ci conosciamo da tre anni, siamo una squadra che gioca bene a calcio. Siamo migliorati anche nell’atteggiamento, è ora quindi di raccogliere tutto ciò che abbiamo seminato”.

Ci parli di Sarri?

Vive il calcio 24 ore al giorno. E’ molto attento ai dettagli, quasi maniacale direi”.

Quanto conta il titolo di campione d’inverno?

“Purtroppo non siamo in Argentina. Non ha alcuna importanza adesso, l’obiettivo è di arrivare primi nel 2018. Speriamo che quest’anno le cose vadano bene fino alla fine”.

Come vedi il tuo futuro dopo aver smesso di giocare?

“Non saprei. Per due anni vorrei viaggiare, conoscere altre culture e dedicarmi alla mia scuola calcio”.

Sfida Napoli-Juve per lo scudetto?

Non credo, ci sono quattro squadre in pochi punti. Dovremo essere bravi a sfruttare le prossime tre gare”.

Cosa ti ha colpito di Napoli?

“Ricordi che quando arrivai i tifosi contestavano la società. La prima volta che ho giocato da avversario contro gli azzurri, capìì subito che questa squadra aveva una grande storia. Allo stadio c’erano più di 60mila persone, a dimostrazione di quanto i tifosi tengano alla propria squadra del cuore”.

Cosa non sappiamo di te, dopo 11 anni di permanenza a Napoli?

Credo sappiate tutto, forse faro un altro tatuaggio. Speriamo, dovremo aspettare fino a maggio”.

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Laureando in giurisprudenza con la passione del giornalismo sportivo. Innamorato di Napoli e del Napoli, si pone con la scrittura l’obiettivo di raccontare il calcio in tutte le sue sfaccettature.