Hamsik e i 100 gol in A, lui l’uomo del Napoli

L’uomo del Napoli. “Prima o poi dovrai dire a tutti che la tua forza sta nella cresta, caro Marek, sempre più alta negli ultimi anni, come il numero di assist e di gol, hai superato i 100, pazzesco, un numero incredibile di reti come se fossi una vera punta di sfondamento. Marek Hamsik, lo slovacco che si è legato indissolubilmente ad una maglia in Italia, quella azzurra del Napoli. Big europee e non solo hanno provato a tentarlo, ma nulla da fare, il top player con la cresta più alta del mondo non ha mai avuto dubbi, non ha mia sentito il bisogno di cambiare casacca. Una vera e propria bandiera, come poche altre al mondo nel calcio ove cui le bandiere non sventolano più. Un vero e proprio miracolo sportivo viste le fughe e quei baci finti sulle maglie.

Occorre segnare una data 28 giugno 2007, per 5,5 milioni fu opera di Pierpaolo Marino, uno dei più grandi colpi di mercato della storia napoletana, Marek Hamsik sbarcò all’ombra del Vesuvio scegliendo un numero sulla maglia che fece tremare tutto il popolo partenopeo: il 17. Ma nessun pericolo, ad oggi 11 anni dopo, più di 400 partite, record per numero di gol, superando la leggenda DIEGO ARMANDO MARADONA fermo a 115, realizzati in campionato, Coppa Italia,Champions League, Europa League e Super Coppa, Marek Hamsik c’è sempre e ha terrorizzato le migliori difese del mondo.”

Oggi il capitano del Napoli, alla 394esima presenza nella massima competizione italiana, ha segnato il gol numero 100, sotto Antonio Vojak di sole due reti nella storia del club azzurro. Ennesimo traguardo per lui dopo aver sancito un record di reti targate M.H. 17; lui l’uomo delle 100 e più meraviglie, eccezionale come giocatore, segna e fa segnare, eccezionale come capitano, carismatico e onesto non come un leader ma come solo Marek Hamsik può, e chiunque ami il calcio non può non amarlo sotto ogni sfaccettatura, Hamsik uomo-padre-calciatore e professionista. Un colpo di destro perfetto che sorprende tutti arriva proprio quando, ormai prossimi ai titoli di coda, si leggeva di un mal contento per la stagione condotta dallo slovacco. Statisticamente non delle migliori certo, ma il punto su Hamsik sta nelle sensazioni rispetto questa sua stagione, rispetto a un ritardo di condizione chiaro, visibile e percettibile anche al di là delle continue sostituzioni di Sarri, per il quale resta sempre e comunque “il fuoriclasse al quale non riesce a rinunciare”. Così si potrebbe quasi alludere che il problema di Hamsik sia l’essersi limitato ad essere Hamsik e basta, il motore che non è riuscito ad andare a regime in quest’annata così contraddittoria, quella delle infinite sostituzioni ma anche dei record, quella in cui mentre lui ricercava e smarriva la perfetta condizione fisica, il suo Napoli era in testa alla classifica, con solo una copia sbiadita del vero Marek.

Proprio lui che “C’era anche nelle notti dei tre titoli azzurri, a Roma e a Doa, contro la Fiorentina e due volte con la Juve. Si, Hamsik e compagni sono stati capaci di soffiare due trofei ai bianconeri in finale. Storica la sua galoppata all’Olimpico in coppa Italia, e l’urlo di gioia repressa al gol, prima di alzare al cielo un titolo atteso 25 anni. Emozionante quella asiatica, la supercoppa vinta ai rigori rappresenta per i tifosi del napoli una delle notti sportive più belle mai vissute, a Napoli saremmo anche capaci di cambiare look per lui, tutti con la cresta ad omaggiare il più forte centrocampista mai stato a Napoli al 1926 ad oggi.”

Ma non solo, Hamsik c’è stato anche in questo triennio targato Maurizio Sarri, simbolo anche di quest’altra era partenopea che nell’annata decisiva ha mancato quel pizzico da ciliegina sulla torta, quel pizzico per cui il capitano con il resto della squadra continueranno a lottare, perché mentre gli altri scappano in cerca di gloria HAMSIK RESTA, perché ha un sogno nel cuore, vedere il Napoli tornare campione!

GRAZIE IMMENSO CAPITANO, le nostre storie sono pronte ad incrociarsi anche negli anni che verrano. Il Napoli sarà sempre targato MAREK HAMSIK!

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