Grazie Sarri, ma non eri in grado di (ri)costruire una squadra vincente: due i motivi

I tifosi non si danno pace e si chiedono: perché De Laurentiis non ha offerto a Sarri un contratto da sei milioni l’anno? Per quale motivo il presidente non allenta i cordoni della borsa per il toscano per poi promettere mai e monti ad Ancelotti? La risposta è molto più semplice di come appare e bisogna entrare nel merito della questione.

La premessa è d’obbligo. Sarri a Napoli ha fatto cose straordinarie, e almeno in termini numerici probabilmente non replicabili da Carlo Ancelotti. NOVANTUNO punti sono un’enormità, difficile fare meglio (se non impossibile). Detto questo, se ADL è arrivato a offrire a Sarri 4 milioni (bonus compresi), possiamo dire – senza tema di smentita – che ha profuso il massimo sforzo. Non si poteva andare oltre. Quello che viene impropriamente definito “pappone” ha sempre raddoppiato, di anno in anno, l’accordo contrattuale del suo tecnico. Da 250mila euro è passato a 750, da 750 a un milione e mezzo. Ora ne metteva tre più uno e mezzo di bonus.

Sarri doveva accettare. Ancelotti invece, ne prendeva 8 al Bayern. Ancelotti ha vinto tutto, è il numero uno. Bisogna pur riconoscergli qualcosa, tanto più che viene al Napoli decurtandosi lo stipendio.

Questione giocatori: non è vero che De Laurentiis non dà a Sarri la possibilità di fare mercato. La verità è un’altra. Sarri non conosce il mercato, è un solo, un “duro e puro”. Non ha contatti, se alza il telefono lo ascoltano in due e uno dei due gli ride in faccia. Sarri ha incassato il no di Verdi, che nel panorama calcistico internazionale è il “nulla”. Sarri è un selvatico un genio indomabile… un triste, solitario y final.

Non è un caso che Sarri (anche a Napoli) ha sempre puntato sui suoi “atleti feticcio”. Voleva Saponara dall’Empoli (CARTE FALSE PER SAPONARA), si è portato Mario Rui, Hysaj, Zielinski… Ha una visione limitata dei calciatori, è uno che non sa che fare col “tesoretto”. Ecco perché con Sarri sarebbe stato impossibile “smantellare” parte della rosa e poi ripartire con calciatori esperti. Il rischio naufragio era enorme. Sarri lo sapeva e ha preferito non accettare la sfida. Anche il presidente ne era consapevole, ecco perché ha tagliato la testa al toro e ha ingaggiato il numero uno.

Il Ciuccio eversivo

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