De Laurentiis: “Sarri ti dice sempre ‘non scassatemi il…’. Se non rinnova si perde…”

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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni dei quotidiani sportivi, ecco quanto dichiarato al Mattino, parlando del mercato, Juventus e Sarri:

Su Politano ci sono state interferenze della Juventus? «Questo non lo so. Posso dire che su Younes c’è stata addirittura una triangolazione con gli amici degli amici in Germania».

Il Bayern Monaco? «Lo ha detto lei, ma non facciamo dietrologie. Eca, Uefa, ha capito?»

Ma la delusione dei tifosi potrebbe ripercuotersi sulla squadra? «Il tifoso ha sempre ragione, va rispettato. Ma va fatto anche ragionare. Non ho cercato nella mia vita il consenso, mica faccio il politico».

Queste scelte sono tutte condivise con Sarri? «Maurizio è una persona divina. È un compagno di lavoro che ti dice non scassatemi il ca… e quando fa così, fa bene».

Teme che glielo possano portare via? «A parte che devono mettere otto milioni sul tavolo, lui ha una grande etica. È nato a Napoli, è tornato a Napoli da vincente. Si perderebbe un centro sportivo con 12 campi che vogliamo costruire. Si perderebbe anche la casa del Napoli o la costruzione di un nuovo stadio o la diatriba con il Comune per comprarci il San Paolo. Certo, mi dispiacerebbe moltissimo se qualcuno ci portasse via Sarri. Non posso, però, costringerlo a restare. Quella clausola la cancellerei volentieri, a febbraio ci incontreremo per cercare di trovare un accordo in questo senso».

Le dispiacciono i confronti con la Juventus?  «C’è il concetto che la Juve abbia una squadra di campioni e sia una società organizzata. La Juventus appartiene alla famiglia più potente di Italia negli ultimi 100 anni. Non è una questione di soldi, ma di rapporti, che possono anche creare dei condizionamenti in modo silente. Io fatturo un terzo rispetto a loro, ma siamo l’unico club che non ha debiti con le banche.

I bianconeri hanno avuto in regalo due terzi dello stadio e mi va tutto bene così. Io a Napoli combatto. Ci ho impiegato sette anni per avere transati indietro dei finanziamenti che ho dato al Comune, altrimenti non avrei potuto giocare. Si sta anche discutendo di come possiamo diventare proprietari dello stadio. Nella mia storia col Napoli ho dovuto fare un percorso di crescita».

È ancora convinto della Var? «Sono convintissimo. È diventato tutto più divertente, c’è attesa. Io stimo l’arbitro che quando viene chiamato, corre, guarda e poi decide. Quello che invece non vede nulla, ti fa restare col dubbio. Intendo lo spettatore. In quel caso, ci vogliono dei correttivi».

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Articolista dal 2012 principalmente sul Napoli, specializzato nelle analisi tattiche e tecniche di giocatori e squadre in particolar mondo per quanto riguarda le statistiche calcistiche.