Chiariello distrugge Cruciani: “Un bambino stupido….”

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In diretta a “Un Calcio Alla Radio”, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC, è intervenuto il collega Umberto Chiariello per il suo consueto ‘Editoradio’:

“Cruciani è uno bravo. Se si fa pagare così tanto dalla Confidustria vuol dire sa far bene il suo mestiere. L’audience lo premia perché l’unico motivo per cui debbano tenere uno ignorante così in trasmissione è perché evidentemente funziona. Quindi chapeau a chi funziona, però poi non deve scivolare così in basso perché io non mi sono permesso di scherzare o deridere il suo cognome, che è un cognome del centro Italia di cui si hanno tracce nel centro Italia, nel medioevo, nell’antichità. Forse lui sarà discendente di quel Sante Cruciano, attoruncolo del 1600 chiamato in una causa. Forse è l’unica traccia del passato su questi Cruciani. Che poi Cruciano vuol dire portatore di croce. Lui, in realtà, è una croce, più che portatore di croce. Invece “Chiariello” è un cognome di derivazione chiaramente partenopea, che è a Sant’Antimo in grande concentrazione, molto nel Cilento ad esempio ad Agropoli e si trova in alcune zone della Puglia. Voglio solo dire che “ Chiariello” viene da “ Chiari”, che è il ceppo vero. Al nord diventa Chiarelli e al sud diventa Chiariello, come tutti i cognomi partenopei che hanno il suffisso in “iello”. Se poi per lui essere tifoso del Napoli ed avere un cognome partenopeo sono aggravanti da deridere, mostra tutto il suo razzismo. Io ne sono fiero perché tra essere chiamato Chiarelli o Chiari o Chiariello, preferisco Chiariello, perché mi denota come napoletano. Tra l’altro Chiariello nel 1822 scopro che era un titolo di merito. Essere un Chiariello significava essere un premio, cioè trovare gioia nell’aiutare il prossimo. Era quasi un premio essere chiamato così. Figurati se il mio cognome può essere deriso da uno stolto che non conoscendo nulla deve solo attaccare i napoletani e attacca Napoli per la qualità della vita, ma non dice che Roma, la sua città ha perso 18 posizioni, anche se lui è ormai milanese d’adozione per motivo di censo e di soldi . Dice che Napoli è al centocinquesimo posto per criminalità, ma non dice che Milano è al centottesimo, Bologna centonovesimo e Rimini, addirittura, al centodecimo perché il numero di denunce è superiore in quelle città è maggiore. Dice solo quello che gli fa comodo e cioè attaccare Napoli. Ma secondo voi perché è anti napoletano? No! Perché i napoletani purtroppo, per fortuna sua sono tanti e anche sono sanguigni, per cui gli riempiono la trasmissione e gli fanno fare audience. Avercela con Cruciani è come avercela con un bambino stupido e i bambini stupidi bisogna compatirli”.

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Laureando in giurisprudenza con la passione del giornalismo sportivo. Innamorato di Napoli e del Napoli, si pone con la scrittura l’obiettivo di raccontare il calcio in tutte le sue sfaccettature.