Cavani-Napoli, lo schifo coinvolge tutti (chi ha fatto la figuraccia e chi si fa ‘masto’). Vergogna

cavani hamsik

Hanno visto Cavani ovunque, scrivono i colleghi del CorSport, lo hanno trascinato in questo gorgo divenuto più imponente della realtà, perché il Napoli ci ha pensato – e non c’è nulla di strano, né di illegale nel concedersi un’idea meravigliosa evaporata dinnanzi a condizioni divenute irrealizzabili – ma poi l’hanno trasformato in un tormento popolare, immaginandolo a un gate del Charles de Gaulle, con tanto di biglietto per Cavani Gomez Edinson Roberto, in procinto d’arrivare a Capodichino, salutare e reimbarcarsi sul primo aereo, stavolta direzione Wolfsburg, per ricominciare assieme.

Noi diciamo solo una cosa, anzi due:

  1. Un giornalista può “cannare” una notizia, che sia di mercato o di altra natura. Errare è umano e fa parte del gioco.  A Napoli si dice “chi non fa niente non fa guai”. Diversamente però, se l’affaire Cavanì fosse stato creato ad arte, ecco quello ci preoccuperebbe. Molti blogger si venderebbero anche la madre per qualche click in più. E’ comprensibile da un lato, anche noi svolgiamo questa professione affinché possa essere redditizia, ma mai ci sogneremmo di inventare notizie di sana pianta per illudere i tifosi. Questo è inaccettabile. Ieri Sparnelli, quello che parlava di Cavani e Di Maria ha commentato così su facebook (in un post del collega Luigi Giordano): Intanto “le visite sono aumentate”. Abbiamo trovato rivoltante questa affermazione. Si parla tanto di ADL Pappone, ma se le fake news circolano solo per guadagnare i click degli ingenui, ecco allora i papponi siete voi. Ma noi siamo garantisti e non facciamo processi alle intenzioni, anche se tutta questa storia puzza di m… ma non andiamo oltre che è meglio!

 

2. Abbiamo assistito a una spaccatura dell’informazione che segue il calcio Napoli. Da una parte “e bbuone” e dall’altra “e malamente”. Un sito (che non nominiamo per decenza) ha addirittura sbeffeggiato i colleghi di un’altra testata con un video ironico da Capodichino dove peraltro venivano presi in giro i tifosi che davvero credevano nell’arrivo del Matador. Se la stampa, specie quella on line, non è unita, dove andremo a finire? Serve coesione per vincere, è quello che diceva anche Rafa Benitez (non l’ultimo arrivato). A Napoli però si vive di fazioni. C’erano i “mazzarriani”, poi i “rafaeliti” e poi ancora gli “ape-rivoluzionari” da baretto in centro storico. Gli ayatollah del sarrismo che sono forse i peggiori perché ora tifano Chelsea. Quand’è che impareremo a remare tutti dalla stessa parte? Un’altra occasione persa al di là di vincitori e sconfitti.

La redazione tutta di Napolipage.it

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Amante del Napoli da sempre, con NapoliPage per raccontare la verità e sdoganare alcuni argomenti sul Napoli e sul calcio in generale