Aurelio lo sa, ora Sarri è un “nemico” di Napoli. Ecco perché il presidente ostacola il blue wedding

Tanto si è scritto sull’abboccamento “Chelsea – Sarri”, ma l’unico che proprio non vuole abboccare (mutuando una vecchia espressione dialettale) come un “pesce di cannuccia” è il lungimirante presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.

Il patron non ha apprezzato il comportamento di Maurizio Sarri e del suo agente. I due, infatti, sono letteralmente spariti quando si doveva stringere per il rinnovo. “Ben gli sta”, avrà pensato ADL, senza però mostrare alcuna riconoscenza verso chi ha donato al Calcio Napoli (e a Napoli città), il gioco più bello del vecchio continente. Il gol di Koulibaly allo Stadium aveva il sapore della gloria. Ma come scriveva Yukio Mishima, celebre autore giapponese, il sapore della gloria, spesso, è amaro…

Il punto però non è questo. Non perdiamo di vista l’obiettivo, cerchiamo di mettere a fuoco il nodo gordiano della vicenda. Lo abbiamo scritto anche ieri. Sarri è un maniaco del campo, ma non è “manager”… per sua stessa ammissione del resto. A differenza di Ancelotti e Benitez non ha un portfolio di calciatori immediatamente disponibili.

Se la storia è maestra di vita, ora come ora bisogna diffidare da Maurizio Sarri e nostro malgrado, bisogna vederlo come un nemico. Pensateci bene. A Napoli ha portato Hysaj, Zielinski, Mario Rui… avrebbe fatto carte false per Saponara! Una  volta al Chelsea, il maestro di Figline chiederebbe ad Abramovic di fare la spesa a Napoli: Albiol, Zielinski, Mertens su tutti.

Calciatori che hanno una clausola rescissoria (anche se in diritto civile si chiama clausola risolutiva espressa) relativamente bassa. Poca roba per i ricchi mercati d’oltremanica. Ostacolare l’ascesa britannica del “maestro” significa tutelare il proprio parco giocatori. E’ un discorso crudele, ma tremendamente vero. Raul Albiol costa sei milioni di euro… basterebbe poco a liberarlo.

Ancelotti vuole, invero, confermare tutti i punti di coerenza del team azzurro. Bisogna valorizzare il lavoro di Sarri, non distruggere per poi risorgere dal postatomico. Se davvero vuole vincere, il Napoli deve proseguire nell’ottica della continuità e della valorizzazione della bellezza sarriana. Chi dimentica è crudele, ma ora… Sarri è un “nemico” di Napoli.

Il Ciuccio eversivo

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