Arsenal fragile fuori casa, il San Paolo può essere il teatro degli orrori, ecco come!

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Ha ragione Minervini di tn. Ora siamo alla resa dei conti della stagione, c’è un baratro che separa gloria o fallimento. Zero respiri. Inizia una lunga apnea, come quella di Ciro Di Marzio in Gomorra che speriamo prima o poi riemerga dagli abissi. È un percorso lento, da affrontare tenendosi stretti.

Sì, ci sono delle cose che non vanno ma dalle difficoltà nascono storie incredibili da raccontare. La difficoltà è una rete che lanci nel mare scuro, puoi raccogliere un grande vuoto o una pesca miracolosa.

Silenziosi, come i pescatori, attendiamo questo tramonto di giovedì per tracciare bilanci sulla stagione. “Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cosebelle non succedono.

Due a zero. Due a Zero. Due a Zero. È un tarlo nella testa, un pensiero costante, un compagno di viaggio giornaliero che non ti abbandona. Il boccone che non va giù, l’amaro che non si cancella.

Un pensiero che ronza nella testa nei tifosi ed in quello di una squadra che prima del Chievo ha voluto guardarsi negli occhi, scavare nel petto a caccia di risposte come uno speleologo che cerca un fuoco sopito dentro una caverna. La miccia, ragazzi, dovete accenderla solo voi. Su quel fuoco, però, il San Paolo è pronto a soffiare forte come un vento che trasforma una fiammella in un grande incendio.

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