Allegri contro Sarri: “Se non vinci mai ci sarà un perché”, meglio che sto zitto…

Pensi di aver pagato quest’onda dell’ultimo mese con te che non fai divertire e la modernità ora impone anche altre cose, legate al marketing e a far contenti i tifosi che appena cambia il vento saltano sul carro? “Non ha assolutamente pesato. E’ sempre stato un dibattito con tutti, con i giornalisti, con gli opinionisti, ed è giusto così. Poi alla fine devi arrivare a centrare gli obiettivi e quando lavori alla Juve devi sapere che in fondo devi aver vinto. Quest’anno abbiamo portato a casa un campionato e una Supercoppa quindi è stata una stagione comunque straordinaria. Giocar bene o male dipende dal risultato finale. A volte sento telecronache dove una squadra comanda fino al 92′, prende gol al 93′ e si dice che ha giocato una partita straordinaria l’altra. Quindi il risultato condiziona.

Dico sempre che le partite di calcio sono strategia, vanno capiti i momenti della partita perché giocar bene 38 partite è impossibile, ma quelle che ti fano vincere lo scudetto sono quelle quando giochi male. Questa è una caratteristica di un DNA vincente che la Juve è dentro di sé. A nessuno piace perdere, se qualcuno si accontenta di uscire dal campo dire giochiamo bene e abbiamo perso e magari siamo arrivati secondi, non fa per me. Io nelle prime 5 partite a Cagliari ho fatto 0 punti. Non era facile, ma ci sono riuscito. Si diceva che giocavo bene, ma non vincevo e non facevo gol e contano le vittorie. Quando si dice che i bimbi giocano per divertirsi no, anche lì c’è competizione, figuriamoci alla Juventus dove devi vincere. Poi come vinci, ci sono poi momenti più o meno belli. Noi quando abbiamo fatto 15 vittorie di fila non è che abbiamo fatto un gioco straordinario, ma non subivamo, eravamo solidi.

A calcio difendere non è vergogna, ci sono momenti in cui difendi. Io ho sempre detto che, lo ripeto sempre e questa è la terzultima conferenza, la partita che abbiamo giocato a Cardiff e qui c’è Cristiano, non abbiamo perso perché hanno fatto più gol. Le grandi sfide le vincono le grandi difese, in quella partita il Real ha difeso meglio di noi come squadra. E hanno vinto. Il calcio non è giocar bene, cos’è giocar bene? Io ancora non l’ho capito se qualcuno me lo spiega ascolto con la mia umiltà e poi magari ci proverò. Però c’è un dato di fatto e nella vita ci sono le categorie: ci sono i giocatori che vincono e che perdono, dirigenti che vincono e no, allenatori che vincono e non vincono mai. Cazzo, se non vincono mai ci sarà un motivo, Dio santo! Nel gabbione a Livorno, lo dico perché io i tornei li vincevo tutti, ne ho perso solo uno. Ci sarà un motivo. C’erano altri ragazzi come me che vincevano sempre i tornei e altri mai. Ci sarà un motivo se qualcuno vinceva sempre e altri no. Non c’è più mestiere, tutta teoria. Io ho avuto Cellino a Cagliari. Io non so come ha fatto: col Cagliari è retrocesso una volta e ha portato il Brescia in A in un anno. E’ più bravo degli altri, non c’è niente da fare. Poi è normale quelli che perdono che devono dire… Ora io vi farei un esempio, ma non ve lo faccio se no viene giù tutto”.

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Amante del Napoli da sempre, con NapoliPage per raccontare la verità e sdoganare alcuni argomenti sul Napoli e sul calcio in generale