Albiol difende gli azzurri: le sue parole contro i detrattori sono queste

Dopo tre mesi fuori a causa di un problema al ginocchio, che l’ha indotto a sottoporsi a intervento chirurgico, Raul Albiol è tornato in campo.

Il difensore spagnolo è contento del suo rientro sul terreno di gioco e ne parla nella sua intervista di oggi ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli:

“Ogni giorno va meglio, mi sto allenando con la squadra e sono felice di tornare”.

Su Ajax-Tottenham: “In 45 minuti può cambiare tutto e questo è il bello del calcio. Sul 2-2 si vedeva che la partita stava andando dalla parte del Tottenham. L’Ajax rischiava di andar fuori dopo un bel primo tempo e un bel match d’andata: sapere di perdere tutto per un tempo li ha messi in difficoltà. E il Tottenham ha vinto con la forza fisica. Mancava un minuto, pensavamo tutti che fosse finita, invece è cambiato tutto”.

Su Liverpool-Barcellona: “Non ce l’aspettavamo perché mancavano Salah e Firmino e si partiva dal 3-0. Ma ad Anfield può succedere di tutto. Quando gioca in casa il Liverpool ha grande intensità, è stata una partita bellissima”.

Due inglesi in finale, forse anche in Europa League. “Qualche anno fa dominava la Spagna, ora le cose sono cambiate. La Premier League è un campionato di squadre forti, speriamo che torni a questi livelli anche il calcio italiano”.

Bilancio sulla stagione: “E’ positiva. Abbiamo fatto il secondo posto contro squadre che teoricamente dovevano lottare per la stessa posizione e invece sono in difficoltà, come Inter e Milan. Volevamo di più, è normale, ma abbiamo visto che anno ha fatto la Juventus. Fare più di 80 punti non è facile. Dobbiamo fare bene in queste ultime partite. C’è delusione per l’Europa League, ma abbiamo trovato una squadra come l’Arsenal. Si partiva da 50 e 50, ma loro sono stati fortunati nel fare gol. L’unico peccato è l’Europa League. Se noi facciamo 82 punti, supereremmo ancora quella soglia di 80 punti per il quarto anno consecutivo. In Italia però questo non è sufficiente per vincere lo scudetto. Speriamo di provarci ancora l’anno prossimo”.

Quanto è importante nel calcio la continuità di lavoro con l’allenatore? “E’ importante sia per i calciatori che per il mister, così ci conosciamo a vicenda. Il mister sa cosa può fare meglio la squadra. Quest’anno abbiamo visto tante cose positive per il futuro, la squadra migliorerà, Ancelotti lo conosciamo”.

Insigne è tornato a sorridere. “E’ bello vedere Lorenzo così dopo quelle settimane difficili. Non era facile con il Cagliari calciare il rigore all’ultimo minuto. Ha mostrato personalità. E’ stato importante per vincere la partita e tutti conosciamo l’importanza di Lorenzo per il Napoli”.

La tua presenza si avverte: sei un leader. “Io provo a fare il massimo, ma anche chi ha giocato al posto mio ha fatto un gran lavoro. L’unico peccato sono state le due partite con l’Arsenal che avrebbero potuto cambiare la stagione. Il peccato sta nel primo tempo dell’andata. In Europa se fai 45 minuti male puoi essere fuori. Questo però deve servire per il futuro. Le Coppe sono importanti, poche partite che ti danno un titolo. E un titolo cambia tutta la stagione”.

Questo gruppo può insidiare la Juve? “Non dipende da noi. Sappiamo che la società lavora per migliorare la squadra. Siamo un bel gruppo, siamo insieme da tanti anni e i calciatori nuovi si sono integrati bene fin dal primo giorno, facendo il proprio lavoro. E’ un peccato che non abbiamo terminato con un titolo, ma nel calcio bisogna andare avanti, tutto cambia da un anno all’altro. Ora ci prepariamo per la prossima stagione”.

Si può parlare di fallimento per un secondo posto dietro la Juve? “Gli unici scudetti qui sono arrivati tanti anni fa e li ha vinti il calciatore migliore al mondo. Negli ultimi otto anni ha vinto sempre la stessa squadra, questo vuol dire che le altre 19 non vincono e quindi non è facile. L’unica cosa da fare è lavorare e provarci ogni anno. Non si sa mai quando può essere la volta giusta, l’importante è essere preparati”.

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Laureando in giurisprudenza con la passione del giornalismo sportivo. Innamorato di Napoli e del Napoli, si pone con la scrittura l’obiettivo di raccontare il calcio in tutte le sue sfaccettature.