San Paolo chiuso col PSG? Arriva la risposta della SSC Napoli

A Radio Kiss Kiss Napoli, durante Radio Goal, è intervenuto l’avvocato della SSC Napoli Mattia Grassani, rilasciando alcune dichiarazioni:

Rischio stadio squalificato per il Napoli dopo il Liverpool? Al Napoli è stato notificato il procedimento, facciamo un passo indietro: il San Paolo è attenzionato speciale dalla UEFA, ha la tipologia più ampia di procedimenti aperti tra tutti quelli europei. Gli ispettori della UEFA fanno rapporti molto dettagliati da cui dobbiamo difenderci: viene contestata l’introduzione e l’accensione di fumogeni, nonchè le vie di fuga bloccate nelle due curve. Dobbiamo fornire evidenze relative all’aiuto proposto alle forze dell’ordine, ma per le caratteristiche dello stadio non si può partire con zero episodi dall’inizio.

Il Napoli ha ingaggiato 645 steward per il match con il Liverpool, abbiamo la lista delle figure messe a disposizione dal club, eppure fumogeni e vie di fuga bloccate hanno presentato criticità.

Non tutti gli stadi e le culture calcistiche sono uguali, se gioco in Groenlandia in uno stadio con due file di gradoni, oppure al San Paolo, certamente non è la stessa cosa. Cercheremo di ricondurre il tutto ad un atteggiamento di festa e incoraggiamento, almeno per quanto riguarda i fumogeni. Per le vie di fuga, invece, parleremo di cultura sportiva.

Chiusura dello stadio? Aspetterei a parlare di cose del genere, si può parlare di chiusura di settori come le due curve. Stadio chiuso lo escludo, sono fiducioso perchè questi comportamenti – i fumogeni – possono essere ricondotti alla volontà di festeggiare e non ad intenti violenti. Per le vie di fuga, invece, confidiamo di ridurre le conseguenze al massimo ad una sanzione pecunaria. Vorremo scongiurare ogni sanzione che penalizzerebbe i tifosi che vengono allo stadio.

Tempistiche? Abbiamo ancora qualche giorno per depositare le nostre memorie difensive, poi si riunirà la commissione UEFA che deciderà. Proporremo materiale fotografico relativo anche alla prevenzione capillare fatta ai varchi di ingresso dello stadio, sapevamo che il match con il Liverpool poteva comportare dei rischi.

Le norme UEFA vengono adottate in tutta Europa, la freddezza degli ispettori UEFA ci trova spiazzata: magari pensano che ci sia un attacco aereo in corso, se vedono fumi e colori… Se vedete i nomi degli ispettori, vengono da culture calcistiche completamente diverse: dove il calcio è divertimento e non un lavoro, arrivano in uno stadio come il San Paolo con una delle tifoserie più simpatiche d’Europa. E’ ovvio che poi facciano segnalazioni, ma bisogna parametrare il tutto. Una cosa è un preliminare di Europa League tra una squadra finlandese ed una delle Far Oer, un’altra è un match di Champions tra Napoli e Liverpool. Noi non abbiamo sottovalutato niente, sono state impiegate le massime soluzioni di sicurezza.

Bisognerebbe organizzare un convegno a Napoli, la responsabilità oggettiva della UEFA è molto più rigida: in Italia non si rischia se il comportamento è limitato a singole unità, in Europa il comportamento si ripercuote su tutto il settore. Basta un solo malintenzionato per determinare sanzioni economiche e di chiusura. Come si può porre rimedio? E’ una spada di Damocle non facilmente controllabile, basta uno spettatore su cinquantamila per determinare la chiusura di un settore.

Se parte un petardo o un bengala in una sola occasione in tutta la partita, il regolamento UEFA dovrebbe valutare se gli ispettori debbano segnalare intensità e membri autori di questi gesti. Così si isolano certe reazioni, capendo il limitato impatto di tutto un settore”

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Articolista dal 2012 principalmente sul Napoli, specializzato nelle analisi tattiche e tecniche di giocatori e squadre in particolar mondo per quanto riguarda le statistiche calcistiche.