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La nuova ricerca spaziale napoletana contro l’osteoporosi

osteoporosi

Il 29 agosto, data italiana, partirà dal Kennedy Space Center in Florida, la missione Space X-23 della Nasa, destinata a rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Non solo provviste, però, a bordo del razzo. Nel carico, infatti, è compresa anche tutta la strumentazione designata per il nuovo esperimento di ricerca contro l’osteoporosi finanziato dalla Regione Campania; il suo nome ReADI FP, Reducing Arthritis Dependent Inflammation First Phase. In quest’articolo, tutte le info riguardo la nuova ricerca spaziale napoletana contro l’osteoporosi.

La nuova ricerca spaziale napoletana contro l’osteoporosi

Sono elementi molto diversi quelli uniti in questo nuovo progetto, utile per trovare una cura contro una grave malattia come l’osteoporosi, caratterizzata da alterazioni strutturali delle ossa. L’osteoporosi si caratterizza per una serie di alterazioni delle ossa, una notevole riduzione della loro resistenza ed un conseguente aumento del rischio di fratture. L’osteoporosi conta, ad oggi, un fortissimo impatto sulla società contemporanea. Solo in Italia, infatti, questa malattia colpisce una donna su tre oltre i cinquant’anni e un uomo su otto oltre i sessanta. A soffrirne, però, sono anche gli astronauti, a causa delle particolari condizioni ambientali in cui sono immersi durante le loro missioni.

Per questo, studiare una cura per l’osteoporosi nello spazio potrebbe portare a importanti progressi rispetto allo sviluppo terrestre della malattia. L’esperimento napoletano indagherà su una miscela di elementi naturali estratti dalle vinacce di vino, in grado di proteggere il tessuto osseo durante le missioni spaziali. Sarano gli stessi astronauti ad avviare l’esperimento che, successivamente, procederà in maniera automatizzata. Al rientro a Terra dell’esperimento dopo dieci giorni, il Dipartimento di Biologia della Federico II di Napoli analizzerà i risultati ottenuti. Questo progetto è il frutto di studi pluridecennali e segnerà il glorioso ritorno della Regione Campania agli esperimenti spaziali in microgravità. Si spera che, questa ricerca, tragga i risultati sperati, compiendo passi da gigante nella cura dell’osteoporosi.