Fateci capire bene, la Juve ha rapporti con la ndrangheta ma parlate del petardo del San Paolo?

marotta agnelli

Cercando di metterci alle spalle la notte di Champions in cui il Napoli si è preso un pezzetto d’anima ed avviandoci ad approcciarci ai novanta col Sassuolo, un paio di riflessioni.

La prima è che a quanto pare la notizia che il Club più potente d’Italia abbia rapporti frequenti tesi alla distribuzione ed al business dei biglietti con le famiglie della ‘Ndrangheta conta relativamente. Poco importa che si tratti di una storia di suicidi Ultras e servizi segreti.

A tutto ciò si antepone la rapina subita da Milik e il colera che sembrerebbe aver fatto il suo ritorno a Napoli, aspetto reputato marginale che, approfondendo, la cosa sia legata a due cittadini del Bangladesh che hanno contratto la malattia nel loro paese.

Viviamo in un paese di merda.

Così era, così è, così sarà.

Altra notizia è che il 18 ottobre si riunirà l’UEFA in merito alla possibile squalifica del San Paolo.

Già, perché in effetti il piano “diabolico” di cui parlarono tempo fa Il Mattino e Il Napolista, sembra essersi concretizzato mercoledì sera con un fumogeno lanciato verso il settore ospiti e con l’occupazione coatta delle scale delle curve.

Fermo restando che non ci voleva la CIA per poter prevedere tali fenomeni non resta che constatare, più che un fantomatico piano criminale, l’atavica idiosincrasia del San Paolo nel rispettare le regole vigenti.

E l’amarezza di chi scrive va ricercata innanzitutto in uno stadio che sembra essere diventato impossibile da riempire anche in occasione delle partite più importanti e che abbia gradualmente disimparato cosa sia il sostegno, almeno quello organizzato e coinvolgente, ma che sappia perfettamente come farsi trovare pronto per tirarsi autolesionistiche martellate nelle palle.

In poche ore si è passati dalla gioia della vittoria con i Reds alla rabbia per la rapina perpetrata ai danni di uno dei protagonisti e alla sensazione di ritrovarsi inermi di fronte al fatto che potremmo dover giocare a porte chiuse la partita forse decisiva per il prosieguo in Champions League.

Le considerazioni da fare potrebbero essere mille e nessuna. C’è chi potrebbe vederci una sorta di organizzazione criminale tesa a danneggiare la società, io ci vedo altro.

Io ci vedo Napoli. La Napoli bellissima e nera, la Napoli che sa amarti e stritolarti nello stesso attimo, che sa farsi male da sola avvelenando la propria felicità con la capacità di consegnarsi, inerme, al tritacarne della stampa nazionale che altro non aspetta se non notizie di eventi ordinari di vita quotidiana, a volte parecchio di merda, da dare in pasto al paese come drammi targati 081.

McBlu76 sulla Napoli bene

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Amante del Napoli da sempre, con NapoliPage per raccontare la verità e sdoganare alcuni argomenti sul Napoli e sul calcio in generale