De Laurentiis aveva ragione quando diceva che la Gazzetta odia Napoli… ora è chiaro!

 

Secondo molti di voi Ancelotti era un bollito, era l’ultimo arrivato. I media del nord in malafede col Napoli. Solo questo possiamo pensare leggendo la famosa griglia della Gazzetta. Aveva ragione De Laurentiis quando diceva che la Gazzetta odia Napoli. Ora leggiamo un pezzo (un bel pezzo) pubblicato stamattina sul Roma a firma di Giovanni Scotto.

di Giovanni Scotto per il Roma

Sarri è il passato, Ancelotti il presente. Mentre Maurizio in Premier League fa tre vittorie su tre, Carletto in Serie A celebra il suo ritorno con un due su due che forse vale anche qualcosa in più. Tra calendario difficile, diffidenza dei tifosi per il mercato considerato deludente e le polemiche infinite, il nuovo allenatore azzurro se l’è cavata bene. Con semplicità, con la sua proverbiale calma che dà l’impressione che di problemi davvero non ce ne sono.

UNA SERENITÀ che può diventare d’esempio per chi attorno al Napoli ha i nervi a

fior di pelle. E nessuno ha citato il presidente o il sindaco, anche se i riferimenti sono chiari. E dovrebbero capirlo anche i tifosi, che come quasi sempre succede si sono smarriti dietro un’estate di sciocchezze e fantasie di mercato, lasciando il nuovo Napoli solo. Scetticismo, preoccupazione e una diffidenza che non aveva alcun fondamento concreto. Ci ha pensato Ancelotti, con i fatti, a far capire le cose come stanno. Senza far giocare i nuovi acquisti (Karnezis e Ospina a parte, gli azzurri hanno vinto contro Lazio e Milan. Due squadre che gli “esperti” delle classiche griglie precampionato avevano messo davanti agli azzurri in una ipotetica classifica finale. Quindi gli azzurri hanno vinto già due scontri diretti, oltre a cominciare a ribaltare subito certi pronostici. Ancelotti lo ha fatto in rimonta, andando perfino sotto di due gol contro il suo ex Milan al San Paolo. Vero che il Napoli è ripartito dal 4-3-3 di stampo sarriano, vero anche la mentalità di gioco è la stessa di prima, ma per portare i punti a casa Ancelotti ci ha dovuto mettere del suo, in entrambe le gare.

LA GRANDE PERSONALITÀ, per prima cosa: quella che si fa sentire con i suoi calciatori, ma anche con avversari e arbitri (e servirà, eccome). Cambio modulo in corsa, passaggio al 4-4-2 e al 4-2- 3-1 che ha messo le due partite in discesa permettendo al Napoli di rimontare. Ancelotti ha dimostrato di non perdere la calma e di sapere esattamente quali sono le potenzialità dei suoi giocatori. Nessuna sorpresa, perché ciò che ha detto spesso in conferenza lo ha dimostrato. Il Napoli è forte, ed Allan è l’esempio: col Milan sembrava indemoniato: le due fasi fatte alla perfezione, corsa, qualità e pericolosità in avanti. Un giocatore che ha dimostrato come certe fantasie di mercato fossero del tutto inutili. Un mercato che non trova posto, per ora, in questo Napoli. Ancora non si sono visti i pezzi pregiati del mercato, Fabian Ruiz e Verdi. Eppure il Napoli sembra essere già convincente. Ci sarà spazio per loro, ma è stato bello vedere in campo il giovane Luperto, ma anche Diawara. La sensazione è che il bello deve ancora venire.

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