Bagheria, pestaggio a un migrante senza motivo: escalation di violenza

Ancora un’aggressione senza motivo a uno straniero di colore, l’ennesima nelle ultime settimane. Stavolta a Bagheria, vicino Palermo. La vittima è un nigeriano di 30 anni aggredito venerdì sera a colpi di crik in via Bernardo Mattarella nei pressi della gelateria “Anni 20”. L’aggressore, che è stato identificato e denunciato dalla polizia grazie ai racconti dei testimoni e alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, è un pregiudicato bagherese di 25 anni. L’immigrato ha semplicemente risposto «calmati fratello» al bruto che lo stava provocando, sortendo l’effetto esattamente opposto: il balordo, spalleggiato dagli amici, ha tirato fuori un cric e l’ha colpito in testa spendendolo al pronto soccorso, dov’è stato medicato con una prognosi di 10 giorni.

La testimonianza
Un residente, lo psicoterapeuta Leonardo Fricano, ha notato la confusione davanti la gelateria, si è informato e ha riportato sulla sua pagina Facebook la versione dei fatti raccolta dai presenti: «L’aggressione è stata voluta da parte di un gruppo di persone che si sono scaraventate su Federico (il nome della vittima, ndr). La persona ferita è un ragazzo che conosco bene ed è una gran brava persona che lavora, educata e che non farebbe mai male a nessuno». L’immigrato, continua Fricano «era stato seguito dalla comunità di Sant’Antonio, che lo ha sostenuto fin da quando è arrivato trovandogli anche un lavoro. Dispiace constatare come la cattiveria spinga come bestie un gruppo di persone ad accanirsi contro un solo ragazzo: si devono vergognare per la loro viltà, non si fa così contro una persona inerme». Da giugno ad oggi si contano almeno una ventina di gravi casi di aggressione, fisica e verbale, contro migranti (soprattutto braccianti raggiunti nei campi da raffiche di pallini ad aria compressa esplose da auto in corsa) che hanno l’unica colpa di avere la pella scura e venire da un paese lontano. Violenze avvenute soprattutto al centrosud, che non sempre hanno ottenuto la visibilità del caso di Daisy Osakue e troppo spesso giustificate con la “goliardata”; culminate lo scorso 29 luglio ad Aprilia,in provincia di Latina, con l’uccisione di un marocchino.
Lo si apprende dal Corriere.it

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